Sara Lenza
Sara Lenza

Livorno, 8 novembre 2018 - Un'esperienza di vita e di studi dall’altra parte del mondo, con un fuso orario che segna otto ore in avanti. Sara Lenza, studentessa livornese di 21 anni, è partita per la Cina da poche settimane per compiere un affascinante percorso universitario a Tianjin. Una città da 15 milioni di abitanti, la quarta municipalità della Cina per popolazione dopo Shanghai, Pechino e Chongqing. «Sono iscritta all’università per stranieri di Siena, sono partita il 15 settembre scorso – racconta – e sono approdata al campus della Nankai University per il progetto percorso di ‘Doppio titolo’ tra il corso di laurea in mediazione linguistica e culturale e il bachelor in chinese language and culture qui in Cina».

Come hai scelto di intraprendere questo percorso internazionale?

«Da sempre adoro la lingua cinese, fin dal momento in cui ho iniziato a studiarla al Vespucci. Se dovessi valutare questa esperienza darei senza dubbio un ‘dieci’. La mia insegnante del liceo, Chiara Buchetti, mi ha ispirato ed è la mia guru. Mi ha consigliato l’università per stranieri di Siena, dove mi sono iscritta. L’ateneo poi ha aperto con un bando alla possibilità di partire per venire a studiare in Estremo Oriente. Come in ogni bando c’erano dei requisiti da possedere e, una volta verificato, ho sostenuto un colloquiointervista con il direttore del dipartimento. Poi ho fatto la valigia».

Come si svolge questo progetto?

«Sto seguendo corsi di lingua, che si compongono di comprensione, ascolto e parlato. In più, ci sono da seguire corsi di linguistica, di cinese tradizionale e antico oltre a un corso di business english».

E poi?

«Una volta completato il percorso – che si compone di due anni all’università di Siena e due qui in Cina – sicuramente tornerò per conseguire la laurea magistrale, visto che con questa esperienza molti esami vengono convalidati. Me ne resterebbero da superare tre oltre al tirocinio. Per quanto riguarda il futuro, ancora non so con certezza che cosa farò ma di certo la mia vita ruoterà ancora intorno alla lingua cinese che sarà alla base di tutto».

Qual è l’aspetto più affascinante dell’universo mandarino?

«Il mix tra il passato e il futuro. La città di Tianjin per esempio è un trionfo e un connubio perfetto tra storia e tradizione ma anche incredibile modernità e slancio verso il nuovo. C’è perfino un quartiere italiano molto bello e, a due passi, si staglia la biblioteca più grande del mondo. Il porto di Tianjin, inoltre, è storicamente di grande richiamo commerciale e uno dei più importanti del pianeta».

Come valuti queste prime settimane in Cina?

«Qui è tutto molto diverso da come siamo abituati a vivere in Italia e, in particolare, a Livorno. Una nota di colore? Qui, a proposito, non esiste l’ora dell’aperitivo. Si cena presto, intorno alle 17.45... ed è subito sera. All’inizio di ottobre ho ricevuto la visita di un referente con una docente dell’università di Siena, che avevano incontri ufficiali con il dipartimento di studi. Siamo sempre seguiti, sono molto motivata».