Emanuele Grimaldi nel suo intervento a Eur-Med Convention a Valencia
Emanuele Grimaldi nel suo intervento a Eur-Med Convention a Valencia
Dall’inviata Michela Berti "Livorno è un porto strategico, baricentrico per chi deve inviare le merci in tutta Italia. È baricentrico per l’economia nazionale. Per questo la Darsena Europa é assolutamente necessaria". Così Emanuele Grimaldi managing director del gruppo armatoriale di famiglia alla ventiquattresima convention Euro-Med in corso a Valencia. "Livorno ha sempre avuto problemi per carenza di banchine e spazi – continua l’ armatore – per questo gli investimenti sono importanti". E Grimaldi non si tira indietro di fronte a un Terminal Darsena Toscana che, orfano dei containers dirottati sulla grande...

Dall’inviata Michela Berti

"Livorno è un porto strategico, baricentrico per chi deve inviare le merci in tutta Italia. È baricentrico per l’economia nazionale. Per questo la Darsena Europa é assolutamente necessaria". Così Emanuele Grimaldi managing director del gruppo armatoriale di famiglia alla ventiquattresima convention Euro-Med in corso a Valencia. "Livorno ha sempre avuto problemi per carenza di banchine e spazi – continua l’ armatore – per questo gli investimenti sono importanti". E Grimaldi non si tira indietro di fronte a un Terminal Darsena Toscana che, orfano dei containers dirottati sulla grande Darsena, potrebbe guardare con interesse. Livorno però, ha sottolineato l’armatore, è un porto complicato. E la soluzione Alto Fondale non aiuta certo a stemperare le polemiche. "Ho tante navi con differenti caratteristiche su Livorno e non mi occupo di banchine. I miei tecnici dicono però che la soluzione dell’Alto Fondale sia soddisfacente per alcune navi. Tra l’altro ci lavorano i Portuali. Al momento dunque sembra scontata la convivenza con i traffici di cellulosa che impegnano l’Alto Fondale. Ma, sia chiaro – ha chiosato Grimaldi – non c é solo Livorno. Suona un campanello d’allarme l’armatore che ha fame di spazi e rappresenta uno dei principali operatori del nostro scalo. Da Livorno all‘Europa, la sfida lanciata da Emanuele Grimaldi e dal figlio Guido è quella della decarbonizzazione. L’obiettivo é arrivare a inquinamento zero nel 2050". Traguardo ambizioso, forse impossibile per i tempi della politica, raggiungibile invece per gli armatori come Grimaldi che ha già iniziato da tempo a rivoluzionare la sua flotta. "L’obiettivo al 2050 é inquinamento zero? Noi non stiamo lottando solo per eliminare anidride carbonica ma anche zolfo, nitrato". Servono forti capitali come quello di Grimaldi che ha investito 600milioni per il riequipaggiamento della flotta e 2 milioni per ridurre emissioni. Anche Livorno e Piombino hanno un problema di naviglio, ha rincarato il figlio Guido Grimaldi, attraccano navi vecchie e inquinanti. Livorno per noi è il primo porto in Italia ed ha goduto della nostra prima nave green, la eco Valencia". Ma gli armatori hanno bisogno di scelte da parte delle istituzioni, a partire da quell’Unione Europea che, conferma Esben Poulsson presidente della Camera internazionale dello shipping "lavora lentamente, è vero, ma a volte si trova di fronte al rifiuto da parte dei governi". La strada della decarbonizzazione è ormai tracciata e all’orizzonte rispunta l’energia nucleare per i sistemi di propulsione navale. Ci punta Ugo Salerno Ceo del Rina, la respinge il presidente dell’Authority di Valencia Aurelio Martinez che invece punta sul solare. Prudente anche Daniele Rossi presidente dell’Authority Adriatico centro settentrionale: "Ho sempre guardato al nucleare con attenzione, dobbiamo andarci cauti". E rafforza l’intervento di Pino Musolino presidente Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centro settentrionale : "Sostenibilità non è solo ambientale, ma anche economica e sociale. Dobbiamo proteggere l’ambiente ma anche creare opportunità di lavoro".