Michele Lezza
Michele Lezza

Livorno, 19 settembre 2017 - Missione impossible, salvare il ricordo della vita com’era prima del 10 settembre e del nubifragio. La sfida è stata raccolta dalla 8mmezzo, cui molti cittadini alluvionati hanno deciso di consegnare le proprie bobine Super8 con filmini e ricordi di famiglia. «Saranno circa 400 metri di pellicola - spiega Michele Lezza - Una strada fatta di storie da salvare, da non perdere. Molti si sono allarmati quando le hanno viste ricoperte di melma e fango, galleggiare nei garage. Hanno avuto paura di non vederle mai più. Così ci siamo detti: proviamo a restaurarle». Il materiale arriva dalla zona rossa, quella di Ardenza.

La vita riemerge dal fango

«Conosciamo i proprietari, avevamo già restaurato altro materiale - prosegue - Hanno raccontato quella notte da incubo, con i garage sott’acqua e con loro arredi e ricordi. Allora ho scritto alla cineteca di Bologna, chiedendo consigli sul da farsi. Ci hanno dato l’ok, il ‘si può fare’, precisando che la prima cosa da fare era scongiurare il fiorire di muffe. L’opera di pulizia prosegue a pieno ritmo, stiamo togliendo il fango dalle bobine, poi le metteremo ad asciugare. Sono immagini di famiglia, ricordi di parenti e situazioni lontane nel tempo. Materiale di grande valore non solo affettivo per chi ce le ha affidate, il nonno di chi ce le ha portate era un fotografo. Renderle di nuovo visibili sarà l’obiettivo e il futuro motivo di soddisfazione. Insieme alle bobine e un patrimonio di immagini e diapositive».

L’attività della 8mmezzo - team tutto livornese, composto da Michele Lezza, Giorgio Trumpy, Sarah Bovani e Francesco Pacini - prosegue e si amplia dedicandosi ora, grazie all’arrivo di un macchinario dagli Stati Uniti, anche a digitalizzare i 16 millimetri. «Ci rivolgeremo non più solo ai privati ma anche ai grandi archivi (Rai, Olivetti, Istoreco...) - conclude - Restiamo in attesa di una risposta dal Comune per istituire un piccolo museo dei ricordi. In molti, oltre alle bobine, ci regalano attrezzatura d’epoca e veri cimeli tra proiettori e cineprese. Un mondo affascinante che ci piacerebbe donare al Comune, in cambio di questa piccola sede museale. I contatti li avevamo avuti, aspettiamo. E, nel frattempo, salviamo i ricordi delle famiglie alluvionate».