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25 apr 2022

Allo stadio le bandiere filo-Putin

Livorno, in curva nord compaiono i vessilli delle autoproclamate repubbliche del Donbass pro-Rus

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Le bandiere filo russe allo stadio Picchi. Sconcerto per il gesto

Livorno, 25 aprile 2022 - In curva nord ieri allo stadio Picchi sono state sventolate le bandiere delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e di Lugansk nel Donbass. Bandiere filorusse mostrate da alcuni tifosi che evidentemente non ritengono che l’Ucraina sia stata aggredita e che le migliaia di civili uccisi dall’esercito russo, tra i quali molte donne e bambini, siano nulla rispetto ai vessilli che appoggiano l’esercito invasore.

Bandiere che indicano come in Italia e anche nella nostra città i filo Putin siano ben presenti e si rendano complici di una propaganda che ha il solo scopo di sovvertire la realtà e cioè che la guerra in Ucraina sia stata provocata da chi invece sta subendo un’aggressione esterna. Un fatto grave, se non esiste una legge specifica, c’è però un dovere morale da rispettare, sventolare le bandiere filorusse allo stadio, vista la situazione attuale, è un’offesa a tutti coloro che si adoperano per la pace e per aiutare il popolo ucraino così duramente colpito. Le bandiere sono ispirate a quelle della Federazione Russa.

Sia la Repubblica del Donetsk che quella di Lugansk - di cui il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto l’autonomia da Kiev il 21 febbraio 2022 (una mossa per avere poi la giustificazione dell’intervento armato a difesa dei filorussi) - hanno i propri stendardi, di cui esistono varie versioni e a cui vengono attribuiti diversi significati. La bandiera della Repubblica del Donetsk, secondo una prima interpretazione, si ispira a quella della Repubblica Sovietica del Donec e di Krivoj Rog, fondata con l’intenzione di rivendicare i bacini del Donec e del Krivoj Rog nel 1918. L’esperienza fu breve: già nel 1919 i territori entravano a far parte della Repubblica socialista sovietica ucraina Nero, rosso e blu i tre colori principali. Il nero rappresenterebbe il Mar Nero, il rosso è utilizzato come colore dell’opportunità e il blu per ricordare l’acqua. Al centro della bandiera lo stemma della Repubblica, molto simile a quello utilizzato dalla Russia, con la tradizionale aquila a due teste.

Secondo un’altra interpretazione, avallata dallo studioso Vladimir Kornilov, autore di diversi testi sulla storia di territori sovietici ed ex sovietici, la bandiera non sarebbe tanto ispirata a quella della Repubblica del Donec e di Kivoj Rig, ma piuttosto da quella del Movimento internazionale per il Donbass. Le bandiere sventolate allo stadio mentre andava in scena la partita che il Livorno ha clamorosamente perso in casa, sono state essenzialmente due e in una zona della curva ben definita. E tutto questo alla vigilia del 25 aprile, un modo pessimo per ricordare la resistenza contro gli invasori.

L.F

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