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26 mag 2022

"Stiamo tornando a coltivare grano"

Il presidente Coldiretti Filippi: "Nessun allarme scorte, avevamo già puntato sulla filera corta e qualità"

26 mag 2022
Coldiretti assicura: non avremo problemi per il pane e la pasta grazie alle nostre aziende agricole
Coldiretti assicura: non avremo problemi per il pane e la pasta grazie alle nostre aziende agricole
Coldiretti assicura: non avremo problemi per il pane e la pasta grazie alle nostre aziende agricole
Coldiretti assicura: non avremo problemi per il pane e la pasta grazie alle nostre aziende agricole
Coldiretti assicura: non avremo problemi per il pane e la pasta grazie alle nostre aziende agricole
Coldiretti assicura: non avremo problemi per il pane e la pasta grazie alle nostre aziende agricole

La situazione non è semplice, ma in Toscana si lavora già da tempo alla filiera corta dei cereali e allo stato attuale, nonostante i problemi legati alla guerra in Ucraina non si prefigura nessuna emergenza scorte in regione. Soprattutto per il grano, con il prossimo raccolto ormai alle porte che si preannuncia positivo sia in termini di resa che di qualità anche se resta il nodo futuro.

Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti regionale, vive a Santa Luce dove ha l’azienda di famiglia e dove il grano si coltiva da anni con produzioni di ottima qualità. Produzioni che non si sono mai fermate, anche negli anni più difficili quando il prezzo del cereale era molto basso e i margini erano scarsi se non addirittura nulli. Ma l’agricoltura toscana si era mossa per tempo con accordi di filiera che hanno messo in rappprto diretto i produttori e le aziende di trasformazione come i pastifici. C’è poi tutto il settore dei grani antichi e di qualità seguendo un po’ il modello di successo di altre produzioni di eccellenza toscana, dal vino all’olio agli ortaggi. Già quest’anno sono aumenmtate le semine: ,4% in più di grano duro ed il 12,1% di orzo ma il 4,4% in meno di grano tenero, il 7% di mais ed il 4,5 di avena. Coldiretto Toscana vuole quindi fare un po’ di chiarezza in riferimento alle preoccupazioni generate dallo sconvolgimento globale causato dalla guerra in Ucraina con le quotazioni del grano, balzate del 35% a soli tre mesi dall’inizio dell’invasione, che stanno determinando una situazione che nei paesi ricchi ha generato inflazione ma in quelli poveri provoca carestia e rischi di rivolte con ben 53 Paesi a rischio alimentare secondo l’Onu.

Ma gli agricoltori toscani stanno reagendo bene "Nel giro di due-tre anni, attraverso la stipulazione di contratti di filiera, potremo avviarci verso il raggiungimento dell’autosufficienza nella produzione dei cereali e quindi anche di grano duro per produrre la pasta – spiuega il presidente Coldiretti Fabrizio Filippi – sSe oggi ci troviamo in questa situazione di forte dipendenza è perché i grandi player della filiera e la grande distribuzione organizzata per pura convenienza economica lo hanno acquistato dall’estero spingendo gli agricoltori italiani a smettere di coltivarlo. Questa è la verità. In Toscana, e così come in tutto il paese, c’è disponibilità di terreni che possono consentirci di aumentare la produzione interna e di ridurre il gap ed aziende pronte a tornare a seminare cereali".

" Solo così possiamo difenderci dalle speculazioni. – rilancia Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – il sistema paese deve tornare a puntare su grano a km zero, un grano etico, sostenibile e sicuro, così come sul mais locale per non essere più costretti a razionare l’alimentazione del bestiame come sta succedendo in queste settimane. Lo sblocco di 60 mila ettari di terreni nella nostra regione da parte della UE, che potenzialmente potrebbero garantire 1,5 milioni di quintali di cereali in più, è un primo step anche se è ancora molto presto per capire se questa strategia funzionerà e per quali tipologie di semine. Per cambiare veramente passo è necessario pagare agli agricoltori il prezzo giusto che non può essere inferiore o uguale ai costi che sostiene. Allora si che gli agricoltori torneranno a coltivare grano".

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