Paolo Mangani mostra dove si trova la caldaia del riscaldamento centralizzato
Paolo Mangani mostra dove si trova la caldaia del riscaldamento centralizzato

Livorno, 22 novembre 2017 - Non c'è pace per Casalp, che se la deve vedere con la gestione sempre più difficile e onerosa, del cospicuo patrimonio abitativo pubblico di Livorno. Tra le grane di stagione c’è quella degli impianti di riscaldamento a Fiorentina. Adesso tocca infatti a via Giordano Bruno 14 dove è arrivato un conguaglio capestro. Questo dopo il caso di via Haiphong a Salviano, dove numerose famiglie (tra proprietari e assegnatari di alloggi di edilizia popolare) sono rimasti al freddo. Questo è accaduto a causa dei ritardi nelle manutenzioni e messa a norma delle caldaie condominiali. I lavori sono stati ritardati dal fallimento della ditta appaltatrice, sostituita con un’altra. «Ci è arrivata una fattura per i consumi del gas metano da riscaldamento da oltre 20mila euro. Siamo 12 famiglie in tutto e a ciascuna, ripartendo la spesa, toccherà un salasso di circa 2000 euro per le annualità 2014 e 2015» ci spiega Arben Totoni visibilmente irritato. «Un conto così esorbitante – interviene Deborah Loreti – ci ha colti alla sprovvista. Ed è ingiustificato. Tanto più perché la caldaia condominiale, una volta che viene accesa, dovrebbe funzionare secondo una tabella oraria suddivisa per fasce, come ha stabilito l’ordinanza del Comune. Invece resta attiva a ciclo continuo senza interruzioni 24 ore su 24 e noi non la possiamo disattivare».

Tra le famiglie che vivono nello stabile al civico 14, alcune per evitare sprechi chiudono le valvole dei termosifoni, quando non serve riscaldare le loro abitazioni, incluso di notte. «Ma altre non lo fanno – denuncia Paolo Mangani – perché si limitano ad aprire le finestre per non soffocare. E c’è anche chi se ne infischia del tutto e non paga la fattura del gas quando gli arriva. Allora Casalp cosa fa: gira il conto a tutti, inclusi quelli che saldano il conto regolarmente, senza tenere di conto dei singoli consumi che variano da famiglia a famiglia».

«Dal 2013, quando sono state consegnate le case di questo stabile nuovo, perché ricostruito al posto nel vecchio edificio distrutto dall’eplosione di una bombola a gpl, la caldaia condominiale centralizzata ha subito manifestati i suoi difetti. E il mal funzionato lo abbiamo puntualmente segnalato a Casalp» prosegue Deborah. «Abbiamo chiesto a Casalp che la facesse riparare – ricordano Paolo e Arben – e che facesse installare il termostato per evitare inutili e dispendiosi sprechi, ma invano. E abbiamo scritto a Casalp, che non ha risposto». Di qui la decisione di Deborah, Arben e Paolo insieme ad altri due inquilini di rivolgersi a un avvocato, che ha sollecitato Casalp ad intervenire in tempi celeri. E a chiarire perché è arrivato un conto così salato alle famiglie per il riscaldamento. Concludono: «Qui gli armadietti con i contatori del gas sono all’ esterno alla mercé di chiunque. Come i tubi del gas danneggiati mesi fa con il rischio di far saltare tutto in aria».