Eugenio Giani
Eugenio Giani

Piombino (Livorno), 14 maggio 2021 - «Non possiamo più tollerare questa situazione. Chiediamo al Governo di intervenire in modo concreto per Piombino". Il presidente della Regione Eugenio Giani lo ha ribadito ieri in video conferenza alla viceministra Alessandra Todde. Con una lettera indirizzata al ministro Giancarlo Giorgetti ha spiegato la posizione della Regione Toscana. "Una posizione ‘ufficiale’ sul tavolo nazionale che riguarda Piombino, fatto di scelte di politica industriale e di investimenti ambientali, infrastrutturali e per il porto".

Lo spiega Gianni Anselmi, il consigliere che supporta il presidente Eugenio Giani per le aree di crisi complessa Posizioni richiamate dallo stesso Giani, che nelle scorse ore aveva scritto al ministro Giancarlo Giorgetti ricordando, tra l’altro, che anche Liberty Magona potrebbe rientrare in un’operazione di riassetto congiunto o parallelo all’ingresso dello Stato tramite Invitalia o Cdp in JSW Steel Italy. E ricordando anche che sebbene Piombino sia il punto di riferimento per i lunghi e le rotaie, gli acciai piani sono contemplati fin dal 2008, perciò questo Governo sarebbe il primo ad escluderli. Sul tavolo ciò che è noto da almeno un anno: la necessità di un piano industriale credibile e quella di comprendere chiaramente le intenzioni di Mr. Jindal fino all’attuale contratto (scaduto) di JSW con Rfi per la fornitura di rotaie per il sistema infrastrutturale italiano.

E ciò che è stato indicato dalla Toscana: "Le nuove commesse di Rfi vanno inserite in un piano industriale chiaro e le scelte di dimensionamento degli impianti e degli investimenti debbano essere coerenti con i fabbisogni industriali e non influenzate da logiche esterne".

Durante l’incontro il vicepresidente Jsw Marco Carrai ha spuegato che attualmente "lo stabilimento è fermo perché la fornitura di billette è bloccata e quindi la vergella non può essere prodotta. Per quanto riguarda le rotaie chiediamo che venga sbloccata la commessa Rfi in modo da poter riprendere la produzione, Jindal ha fatto passi avanti per favorire la ricapitalizzazione, Potremmo arrivare velocemente a un accordo per l’ingresso di Rfi. Jindfal vuole sbloccare la situazione altrimenti è pronto ad andarsene da Piombino".

Per la Regione, come ha ribadito il consigliere Gianni Anselm il piano deve prevedere un polo siderurgico in grado di stere in piadi: "a dotazione di un forno elettrico con capacità di 0,8 milioni di tonnellate annue non appare sufficiente, e anzi: non sarebbe davvero giustificabile un forno elettrico a Piombino con una capacità inferiore a 1,2 milioni di ton/anno, quando invece è possibile garantire la sicurezza di una produzione locale con sbocchi di mercato certi. Il mancato rispetto di questa soglia minima significa escludere gli acciai piani da Piombino, quando invece esistono le condizioni per attivare una filiera corta locale tra JSW Steel e Liberty Magona. Il che vale, come noto, anche per la riattivazione di forniture di vergella verso l’ex-impianto Bekaert di Figline Valdarno, in precedenza rifornito proprio da Piombino, una volta adegu ate le linee di laminazione alle specifiche tecniche". I sindacati da parte loro ritrengono che non sia "più accettabile portare avanti una vertenza che si protrae ormai da quasi dieci anni senza una soluzione definitiva. Non è accettabile che Jindal continui a fare tatticismi sulla pelle di oltre 1700 lavoratori perseguendo esclusivamente i propri interessi ed escludendo quelli sociali".come hanno sottolineato Guglielmo Gambardella e Vincenzo Renda, rispettivamente coordinatore nazionale Uilm per la siderurgia e coordinatore regionale Uilm Toscana.

Maila Papi