Livorno, 7 aprile 2018 - A rilanciare l’idea è stavolta Piero Mantellassi, il vulcanico presidente del Consorzio Nautico di Livorno. Rispolverando quello che, venti anni fa, fu un sogno – purtroppo rimasto nel cassetto – dell’allora sindaco Gianfranco Lamberti, scomparso di recente. Un’idea che potrebbe rivelarsi come l’uovo di Colombo per risollevare l’economia dell’area vasta, favorendo lo sviluppo del turismo con la stessa medicina con cui si vogliono potenziare i traffici delle merci, la ‘cura del ferro, per usare il felice slogan di Enrico Rossi.

 

 

La prima mossa? Ripristinare il trenino Livorno-Pisa, (alias ‘trammino’, come lo chiamavano oltre Calambrone), la linea ferroviaria elettrica che collegava le due città sui binari della via litoranea. Inaugurata nel 1932, semidistrutta dalla seconda guerra mondiale, e poi ricostruita, venne chiusa, definitivamente, nel 1960 – gli anni del boom Fiat – per favorire il trasporto su gomma. Di quella linea, che partiva dalla Barriera Margherita e arrivava in Piazza Sardegna a Marina di Pisa (con due raccordi, uno al capolinea di Pisa consentiva di raggiungere le banchine del Canale dei Navicelli conosciute come “Scali del Sale”; l’altro a Marina con la base aeronautica CMASA), resistono diversi tratti di rotaie. Quanto fu miope la scelta di chiuderla lo constatiamo ogni giorno, inverno ed estate. Lo sanno i pendolari, che si spostano tra Pisa e Livorno per lavoro, per studio o per curarsi all’ospedale.

 

Lo provano sulla loro pelle i vacanzieri che, d’ora in poi, si ritroveranno imbottigliati sull’Aurelia o in ‘FiPiLi’ per andare e tornare dal mare. La ‘via di fuga’ , per Mantellassi, corre sui binari della linea dimenticata. «Sarebbe una proposta intelligente su cui le amministrazioni di Livorno e Pisa potrebbero lavorare. – dice il presidente del Consorzio Nautico – .Oggi l’ecologia del trasporto su rotaia ci aiuta e lo sviluppo turistico possibile legato anche alla grande affluenza croceristica portuale livornese, diverrebbe un grande supporto e spettacolarizzerebbe l’unione con Pisa attraverso un percorso fantastico». «Il sindaco Lamberti, alla soglia degli anni 2000, aveva avuto questo intuito di ripristinare il trenino – prosegue – ed aveva individuato un finanziamento comunitario di 70 milioni. Ricordo che ne parlava sostenendo che non lo voleva perdere, ma che il progetto richiedeva impegno di tutti e cercava collaborazione e sponda anche in Regione. I sindaci Nogarin e Filippeschi, na anche l’assessore Giuseooe Vece ci provino. Pisa ha il ‘People Mover’, che è la decima parte di ciò che potrebbe rappresentare il trenino Pisa-Livorno per la prospettiva legata allo sviluppo del turismo crocieristico che dovrebbe sempre più affermarsi». Il sasso è lanciato. Speriamo non affondi nello stagno.