Livorno, 10 febbraio 2018 - Le azioni sinergiche tra gli enti e le amministrazioni competenti per l’attuazione delle politiche di tutela e la valorizzazione del territorio e delle risorse naturali di Montecristo, l’isola più protetta e misteriosa dell’Arcipelago Toscano, riserva naturale dello Stato dal 1971. Ma, soprattutto, le novità progettuali che la riguarderanno nell’immediato futuro, prima fra tutte la concreta possibilità di un ampliamento del numero dei visitatori, oggi limitato a un numero massimo di mille all’anno da una direttiva dell’Unione Europea. Se ne è discusso ieri al centro De Laugier nel convegno ‘Montecristo Insieme’ organizzato a Portoferraio dal comando carabinieri per la tutela della biodiversità con il parco dell’Arcipelago Toscano e il Comune di Portoferraio i cui lavori sono stati conclusi dal comandante nazionale dei carabinieri forestali, generale Antonio Ricciardi. «Su una relata così particolare e importante dal punto di vista ambientale – dice il sindaco portoferraiese Mario Ferrari – si vede per la prima vota un concorso di idee e di disponibilità da parte di tutti gli enti interessati. Si apre un’orizzonte nuovo. Finalmente si corre tutti insieme per il mantenimento di un ambiente unico in Europa».

Uno scorcio dell'isola di Montecristo

La principale novità su Montecristo riguarda le nuove modalità di fruizione dell’isola previste dal protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 9 novembre da ministero dell’ambiente, arma dei carabinieri e Federparchi che prevede nuove direttive sulla gestione delle riserve naturali presenti all’interno dei parchi nazionali. Ne parliamo con il presidente del parco dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri.

Presidente, cosa è cambiato?

«Prima per la fruizione dell’isola c’era un’altra organizzazione. Adesso il parco è investito direttamente di questo compito, sentiti i carabinieri per la biodiversità».

Avete già idea su come organizzare la fruizione dell’isola?

«Ci stiamo lavorando. Credo comunque che verrà seguito il sistema che stiamo già utilizzando su altre isole del nostro arcipelago che prevede una modalità di fruizione controllata con un numero giornaliero di visitatori e accompagnatori».

Rimarrà il contingentamento dei 1.000 visitatori annui previsto dalle normative comunitarie?

«Qualche mese fa abbiamo ricevuto la visita del verificatore inviato dal consiglio d’Europa al quale noi e gli altri enti con competenze su Montecristo abbiamo rappresentato l’esigenza di aumentare questo numero. So che il prossimo mese a Strasburgo ci sarà la riunione del consiglio d’Europa per esaminare la richiesta. Siamo fiduciosi».

Perché questa fiducia?

«Perché il ministero dell’Ambiente la sta sostenendo perché mi sembra che abbiamo lavorato nel modo giusto e perché lo stesso verificatore si è reso conto che si tratta di una limitazione esagerata che non ha senso per la conservazione della natura».

C’è già qualche idea sui numeri?

«Non ancora. Ma ribadisco la necessità di abbandonare il concetto di numero annuo trasformandolo in un vincolo sui periodi e sui visitatori giornalieri. Nel senso che ci sono periodi delicati, come il momento della migrazione e della riproduzione, nei quali è meglio che a Montecristo non ci vada nessuno e altri periodi in cui i visitatori non creano problemi».

Si potrà fare il bagno, oggi vietato?

«Il bagno a Montecristo fa parte di una sorta di gusto del proibito. Siccome non si può fare, lo voglio fare lì. Secondo me è una cosa inutile. Chi va a Montecristo deve fruire delle bellezze del territorio. Il bagno lo può fare all’Elba dove in certi posti il mare è anche più bello».