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30 mar 2022

Ucraina, nuovo centro di accoglienza

Livorno, inaugurata dalla Diocesi la struttura di via Lopez dove possono trovare alloggio otto persone e presto anche di più

Monsignor Simone Giusti taglia il nastro insieme a una bambina
Monsignor Simone Giusti taglia il nastro insieme a una bambina
Monsignor Simone Giusti taglia il nastro insieme a una bambina

La Diocesi mette a disposizione delle famiglie ucraine, fuggite dalla guerra, otto posti all’interno dell’ex Istituto Beata Rosa Venerini in via Lopez 44. La struttura era in disuso da tanto tempo. "In poche settimane - ha ricordato ieri il vescovo monsignore Simone Giusti dopo il taglio del nastro - grazie al prezioso contributo dei volontari, abbiamo sistemato alcune stanze al per accogliere alcune mamme e i loro bambini in un ambiente familiare e confortevole". Infatti la Diocesi con Caritas e Fondazione Caritas Livorno in via Lopez 44 hanno inaugurato ieri il nuovo centro di accoglienza per i profughi ucraini con 8 posti disponibili all’ex Istituto Beata Rosa Venerini. "Ma c’è spazio per molte più persone. - ha garantito il vescovo - Perciò sono pronto ad aumentarne la capienza qualora la Prefettura nevessitasse di ulteriori spazi per i profughi ucraini". Ha anche chiarito: "In questo centro di accoglienza possono soggiornare solo i profughi che si saranno registrati in Questura senza una sistemazione presso familiari o conoscenti". Al taglio del nastro c’erano anche Guido de Nicolais direttore Fondazione Caritas, don Luciano Cantini presidente Caritas,classe vice sindaco Libera Camici con il questore Roberto Masucci e il prefetto Paolo D’Attilio. Insieme a loro c’erano anche tanti volontari di Misericordia e Cisom Cavalieri di Malta) e famiglie ucraine fuggite con i loro bambini dal loro paese. "Abbiamo sistemato le stanze per accogliere 8 persone. - ha spiegato Guido De Nicolais - Ci sono aule per il doposcuola per i bimbi e per insegnare italiano agli ospiti grazie all’aiuto di padre Yuri della Chiesa Greco Ortodossa Ucraina e alle insegnanti della sua parrocchia tutte ucraine. Ci sono la cucina e la mensa e i servizi igienici". Don Cantini ha auspicato che "questo centro non serva solo a dare un letto e un tetto ai profighi, ma anche come luogo dove ritrovare pace e serenità". Il prefetto Paolo D’Attilio ha fatto un bilancio: "Ad oggi sono arrivati 1400 cittadini ucraini a Livorno in gran parte famiglie con figli minorenni. Stiamo lavorando per approntare altri centri di accoglienza con bandi per manifestazione di interesse. Abbiamo ricevuto più offerte che dovranno essere vagliate perché occorre garantire un’ospitalità adeguata". Il questore Massucci ha ricordato che "dal 9 marzo 50 volontari dell’ Associazione Nazionale della Polizia di Stato sezione di Livorno più dal 14 marzo 10 volontari della Associazione dell’Arma dei Carabinieri, stanno fornendo il loro aiuto nelle procedure di accoglienza dei profughi".

Monica Dolciotti

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