I social ai tempi del coronavirus hanno il loro lato positivo: specie quando servono a lanciare una massiccia campagna di solidarietà a sostegno della cooperativa sociale Parco del Mulino. che è nata il 13 giugno 2011 per volontà di un gruppo di genitori di persone affette da sindrome di Down. Obiettivo: dopo il percorso scolastico offrire loro un impegno continuativo per evitare il rischio che regredissero le capacità acquisite sui banchi con conseguente isolamento sociale. Questa cooperativa...

I social ai tempi del coronavirus hanno il loro lato positivo: specie quando servono a lanciare una massiccia campagna di solidarietà a sostegno della cooperativa sociale Parco del Mulino. che è nata il 13 giugno 2011 per volontà di un gruppo di genitori di persone affette da sindrome di Down. Obiettivo: dopo il percorso scolastico offrire loro un impegno continuativo per evitare il rischio che regredissero le capacità acquisite sui banchi con conseguente isolamento sociale. Questa cooperativa vive di turismo e ristorazione. Ha infatti il ristorante galleggiante Ca’ Moro attrezzato su una barca, un B&B, una pizzeria, un’area sosta camper. Ebbene l’emergenza covid, le conseguenti restrizioni nel settore della ristorazione scattate prima con la zona arancio, poi con la zona rossa anche per Livorno come per il resto della Toscana, stanno mettendo la coop Parco del Mulino con le spalle al muro. Come uscirne? Lo spiega Marco Paoletti, direttore della stessa coop.

"La situazione è difficile. Abbiamo così deciso di lanciare dalla nostra pagina Facebook l’iniziativa della pizza da asporto perché ci è sembrato l’unico modo per provare a ripartire con il lavoro, senza il quale rischiamo di chiudere".

Così sulla pagine Facebook Parco del Mulino è apparso questo annuncio: "Prova la nostra pizza. Chiama il 334 5969241. Scegli Delivero per la consegna a casa, o vieni direttamente da noi in via Fontani 1 ad Ardenza terra venerdì, sabato e domenica sera per ritirare la pizza". Il resto lo ha fatto il passa parola sui social Facebook e Whatsapp. Il tam tam della solidarietà si è tradotto così in un provvidenziale tsunami di prenotazioni.

"Siamo stati travolti dalle chiamate. Impressionante. Tanti che vogliono dare una mano e sostenere economicamente il progetto e acquistare le nostre pizze. Siamo commossi per questa dimostrazione di affetto – dice ancora Paoletti, mentre è a lavoro con il pizzaiolo Mido e alcuni volontari – siamo sbalorditi. Speriamo così di poter sospendere la cassa integrazione per tutti i ragazzi per i quali è nata la nostra cooperativa".

Sui social questo è l’appello che circola: "Carissimi amici, scrivo per fare un appello a tutti voi. La cooperativa Parco del Mulino versa in gravi condizioni economiche, il personale è in cassa integrazione, il Ca’ Moro è chiuso il B&B è vuoto, la pizzeria lavora poco. L’unica cosa da fare è acquistare la pizza da asporto, ma purtroppo la richiesta è quasi nulla. Diamo tutti una mano per incrementare la pizzeria, spargete la voce".

Monica Dolciotti