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19 apr 2022

Villa Levi, un rudere che ha ancora fascino

Un edificio in rovina circondato da natura selvaggia. Ecco la storia di questo luogo che racconta un glorioso passato

Quel che resta di Villa Levi
Quel che resta di Villa Levi
Quel che resta di Villa Levi

Villa Levi: storia della villa in rovina in cima al colle di Monterotondo. Salendo sul colle di Monterotondo per un’escursione, a piedi o in bicicletta, è possibile imbattersi nei ruderi di una vecchia villa, si chiamava Villa Levi o Villa Dupouy, e spesso è confusa con l’omonima villa a Montenero, meglio nota come Villa delle Rose, dove nel 1822 soggiornò Lord George Byron. Villa Levi e Villa delle Rose, sono in effetti legate alla stessa famiglia di origine basca, i Dupouy, infatti una volta venduta la loro proprietà storica, cioè Villa delle Rose, il loro ultimo erede, Delfino Dupouy, acquistò intorno al 1896 la proprietà in zona L’Ongrilli, proprio sulla cima del colle di Monterotondo. Nel 1902 sui resti di un vecchio mulino Delfino Dupouy edificò la prima costruzione della villa: un semplice edificio a pianta quadrata. Nel 1917 la villa divenne proprietà di Carlo De Ferrari, che la demolì per ricostruirla più grande. Nel 1921 questo complesso divenne proprietà del “Comitato Filantropia senza Sacrifici”. Nel 1929 la villa si arricchisce di un ampio pronao che è ancora oggi ben visibile, anche se in rovina. Nel 1932 per effetto del Regio Decreto del 3 novembre il comitato confluì nei Regi Ospedali Riuniti “Costanzo Ciano”, la villa divenne così a tutti gli effetti patrimonio del Comune. In alcune foto panoramiche scattate nel 1936 da via della Porcigliana a Montenero, e conservate dal gruppo Facebook dell’associazione “Livorno come era” è ben visibile la villa in cima al colle di Monterotondo. Durante la seconda guerra mondiale la villa sede di un commando tedesco, e a causa di questo subì un pesante bombardamento da parte della Royal Air Force, che lo ridusse a livello di rudere. Nel 2006 una società edile presentò un piano di recupero per renderla un’abitazione civile, tma l’ufficio comunale espresse parere negativo.

Dal 2014, con la variante al regolamento urbanistico denominata “Villa Dupouy 2 – Loc. L’Ongrilli, Monterotondo” a cui è seguita la delibera del consiglio comunale n. 142 del 13 ottobre 2014, il Comune ha decretato l’impossibilità di alterare la sua struttura, in quanto sono consentiti soltanto interventi che non alterino l’immagine consolidata dei monti livornesi. Si nota lo stato di degrado irreversibile e di alto pericolo rappresentato dai ruderi della villa. In ogni caso raggiungerla richiede dieci minuti a piedi lungo un sentiero in salita, e il luogo merita, se non per il fascino delle sue rovine, almeno per la bellezza della natura circostante.

Simone Bacci

© Riproduzione riservata

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