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15 giu 2022

"Zona Mare, cambiamenti sbagliati"

Le novità annunciate dall’assessore alla mobilità Cepparello non piacciono all’Automobil Club di Livorno

15 giu 2022

E’ un fiume in piena Riccardo Heusch vice presidente dell’Automobil Club di Livorno con delega alla commissione traffico. Questa rivoluzione sulla viabilità e sosta del viale Italia lato nord non la digerisce.

"Se Borgo San Jacopo fosse rimasto a doppio senso di marcia avrebbe alleggerito il viale Italia che sarà d’ora in poi congestionato dai mezzi diretti in piazza Roma". Heusch prosegue: "Avere recuperato 54 stalli auto all’ex deposito Atl non è una scoperta rivoluzionaria perché c’erano già. Bastava solo volerli usare". Ancora: "Ai residenti della zona Bellana che hanno perso decine di posti auto, non gli si può offrere in contropartita altri posti auto in via Meyer perché sono distanti dalle loro abitazioni. Oltretutto i 54 stalli in più disponibili secondo l’amministrazione, saranno utilizzati soprattuto dai clienti dei bagni Tirreno e Nettuno. Il livornese quando va al mare si porta di tutto. Come fa a lasciare l’auto così lontano dal bagno?".

Sui dossi realizzati all’incrocio tra via Montebello e via San Jacopo per proteggere gli attraversamenti pedonali "ho forti dubbi. – va avanti Heusch – dovrebbero salvaguardare i pedoni, però è troppo lungo lo spazio rialzato. È stato progettato male per cui l’amministrazione è costretta ora a correre ai ripari istituendo la ’zona 30 per costringere gli automobilisti a rallentare".

Poi il vicepresidente è molto critico: "Se non si fanno i controlli per verificare il rispetto del limite dei 30 chilometri orari, è tutto inutile. È difficile rispettare il limite dei 50 km. orari, figuriamoci quello dei 30. Tutto ciò produrrà solo ingorghi in via Montebello uguali se non peggiori di quelli sugli Scali Novi Lena dove è stata fatta la pista ciclabile restringendo la carreggiata, allo scopo di disincentivare l’uso dell’auto".

Per Heusch "la teoria dello ’scoraggiamento’ perseguitata tenacemente dagli assessori alla mobilità e dai sindaci negli ultimi trent’anni, non ha prodotto effetti perché i livornesi vogliono usare l’auto. Allora come si diceva negli anni’70 aiutateci a muoverci meglio. Era lo slogan dell’Aci all’epoca. Invece di escogitare stratagemmi utili solo ad allungare i percorsi, a restare incolonnati e inquinare di più".

Poi "oggi è cambiato l’orizzonte del lavoro e chi lavora deve spostarsi in continuazione perché non esistono più le fabbriche con migliaia di lavoratori come prima, che usavano i mezzi pubblici per lo più per coprire il tragitto casa-lavoro e viceversa. Oggi tutto questo è sparito anche grazie a una politica non lungimirante che ha distrutto il tessuto industriale di Livorno". Perciò oggi l’uso dell’auto per i lavoratori "è una necessità. Inoltre nonostante benzina e gasolio siano oltre i 2 euro il litro, i consumi non sono calati. Questo dimostra che l’auto viene usata per necessità".

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