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6 apr 2022

Livorno, alla Magna, cinquecento addetti in cassa integrazione

Accordo con i sindacati per dodici mesi. Il piano prevede anche 50 uscite volontarie

OPERAI AL LAVORO IN UNA FABBRICA PEUGEOT

GRUPPO PSA

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INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA
Il settore automotive

Livorno, 7 aprile 2022 - ​La crisi, la difficoltà a reperire materie prime, il calo delle vendite e i maggiori costi dell’energia, più la transizione verso l’auto elettrica, stanno pesando sul settore automotive. Infatti sotto osservazione è l’impianto Magna di Guasticce che produce serrature. Ha 534 lavoratori tra i quali molte donne e giovani. Per Magna si è tenuto un incontro tra Regione, Fim, Fiom, Uilm, Usb, Confindustria, Comune di Livorno e l’agenzia regionale per il lavoro Arti Toscana.

"Abbiamo siglato un accordo per l’apertura di 12 mesi di cassa integrazione in deroga per Magna Closures Spa, quella destinata alle imprese operanti in aree di crisi complessa. - annunciano per la Uilm il segretario provinciale Lorenzo Fusco e Massimiliano Giovacchini - Oggi al ministero del lavoro esame congiunto per l’apertura effettiva della cassa integrazione in deroga". Grande preoccupazione esprime Uilm per il futuro di una società importante come Magna "che vive insieme a tutto il settore dell’automotive una fase di grande incertezza ed instabilità, - sottolinea Fusco - a cui si sono aggiunte le problematiche legate ad un aumento dei costi e alla carenza di materie prime. Tutto ciò sta portando ad un significativo calo dei volumi produttivi e la necessità di continuare ad utilizzare ammortizzatori sociali per traghettare la società oltre la crisi".

Alla Magna però si era già fatto ricorso alla solidarietà. "Ora serve la cassa integrazione in deroga per andare avanti - sottolinea Fusco - ma dovrà essere attuata con la massima rotazione possibile tra i lavoratori". Conclude Fusco: "L’azienda dichiara che occorrerà oltre agli ammortizzatori sociali, una riqualificazione del personale e azioni propedeutiche a rendere competitiva la divisione livornese. Insieme ad un piano di politiche attive di formazione per riqualificare i lavoratori, sono state prospettate anche cinquanta possibili uscite volontarie ed incentivate".

M.D.

 

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