Firenze, 6 gennaio 2019 - Non può aver stupito il boom di ascolti tv per il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non può aver stupito anche perché contestualizzato al momento complesso, difficile, confuso e contraddittorio che stiamo vivendo come Paese in attesa che le nebbie, verbali e non, si sciolgano su un orizzonte del quale si percepiscono forse, e a fatica, i contorni. 

E’ così che valori e bisogni cercano punti fermi ai quali affidare il senso d’orientamento.  Gli italiani hanno espresso il bisogno di un riferimento alto, di un caposaldo con la schiena dritta, che è un faro per una politica che soffia scomposta a seconda di un sentire troppo superficiale.  Tra i tanti commenti evidenzio quello di Annamaria Furlan, segretaria Cisl: “Grazie al Presidente della Repubblica Mattarella per aver ricordato i veri bisogni del Paese a cominciare dall’emergenza lavoro. È un appello alla responsabilità che ora non va disatteso. Uno stimolo forte a fare ciascuno la propria parte”. Giustissimo. Ciascuno e tutti si facciano carico delle responsabilità alle quali siamo chiamati per concorrere ad assicurare benessere alla comunità nazionale.

E’ allora perfettamente pertinente richiamare il pensiero dello stesso Mattarella nel messaggio al Papa sulla “buona politica al servizio della pace”. In esso troviamo rafforzato il senso stesso dei valori nel richiamo “all’opportunità di misurarsi con le stringenti esigenze di un servizio che deve essere sempre orientato alle più alte idealità, alla costruzione del bene comune, al rispetto dei diritti fondamentali, alla promozione della concordia tra i popoli”. 

Parole semplici e forti che devono risuonare costantemente. Il Capo dello Stato ora più che mai è il più alto rappresentante dell’Italia, capace di offrire, nel mezzo della confusione politica, una visione positiva e autentica di pensiero e di azione. Ed è consequenziale la richiesta da presentare ai nostri politici: il loro comportamento, le loro idee, le loro posizioni, i loro provvedimenti nel nuovo anno abbiano sempre a riferimento il discorso del Presidente Sergio Mattarella, come bussola appunto per traghettare l’Italia in acque sicure. Per farla crescere e per dare un futuro ai nostri giovani e ai nostri ragazzi con un patto generazionale che rispetti però i diritti di ciascuno senza pericolose mortificazioni.