L'inceneritore di Livorno (Foto Novi)
L'inceneritore di Livorno (Foto Novi)

Livorno, 11 maggio 2021 - Tiene banco il tema ambientale a Livorno, fra discarica e inceneritore. Su quest'ultimo fronte, si è costituito da poco un altro comitato, quello per il "No al referendum".

"Due anni fa un comitato promotore ha presentato un quesito per un referendum propositivo sullo spegnimento dell'inceneritore Aamps a Livorno - spiega il gruppo -. Il quesito era molto strano, ricco di particolari come la quantificazione di costi, ricavi e posti di lavoro relativi a non meglio specificati nuovi impianti (è un referendum o un piano industriale?), ma aveva almeno il pregio di tentare di fissare una data-limite per lo spegnimento dell'inceneritore: 31 dicembre 2021".

"Recentemente (non sappiamo perché) il quesito è stato radicalmente modificato - continuano i firmatari di "No al referendum" -, in pratica completamente stravolto. I costi relativi ai nuovi impianti sono stati quintuplicati: da 10 milioni di euro ora si arriva fino a 49 milioni (perché proprio 49...e non 48 o 50? C'è un preciso progetto industriale?). Poi viene addirittura fissato un quantitativo giornaliero di tonnellate di rifiuti da trattare: 650 per giorno lavorativo, che significa centinaia di migliaia di tonnellate all'anno, facendo di Livorno ancora una volta un crocevia del traffico di rifiuti (dopo Lonzi, Rari ed ultimamente la proposta di ENI), senza che si specifichi quali rifiuti si vogliono trattare e con quali modalità e tecnologie: dire impianti "di nuova generazione" e "ambientalmente sostenibili" non significa niente, perché tali definizioni vengono utilizzate anche dalle industrie più inquinanti".

"E' stata eliminata qualsiasi scadenza per lo spegnimento dell'inceneritore - prosegue il comitato -: non più il 31 dicembre 2021, ma neanche una scadenza successiva! Il nuovo quesito parla di "avvio" (anziché conclusione) "delle procedure di spegnimento entro il 30 settembre 2022".

"Riteniamo che questo referendum sia da respingere totalmente - è la conclusione -. L'inceneritore deve essere spento prima possibile, senza condizionare la sua fine a mega-investimenti su misteriosi impianti da 49 milioni di euro, senza artifici lessicali come quelli che hanno sostituito la parola "spegnimento" con l'espressione "avvio delle procedure di spegnimento". Il Comune e Aamps presentino i propri progetti in tal senso - come si sono impegnati a fare di fronte ai cittadini ed al Consiglio Comunale - in piena trasparenza, senza perdere tempo e denaro con un referendum assurdo. Il nostro Comitato è aperto all'adesione di cittadini, associazioni e forze politiche che hanno a cuore l'ambiente e la salute pubblica: comitatonoinceneritorelivorno@gmail.com".