Livorno, 10 giugno 2019 - «Questo non è un ritorno al passato, qui c'è un qualcosa di nuovo che parte da un Pd che ha deciso con grande umiltà di aprirsi agli altri, di confrontarsi e lavorare in maniera paritetica con gli altri, di fare anche un programma con tanti punti nuovi e scegliere un candidato senza tessera di partito dopo 70 anni».

Così il neo sindaco di Livorno Luca Salvetti, giornalista, alla guida di una coalizione di centrosinistra appoggiata da Pd, Articolo Uno e dalle liste civiche Casa Salvetti e Futuro, commenta il 63,32% dei voti (42.186 preferenze rispetto alle 28.503 del primo turno) che gli ha consentito di battere il candidato del centrodestra Andrea Romiti (24.440 preferenze rispetto alle 22.201 del primo turno).

«E' un grande orgoglio per me, francamente non mi aspettavo i 13mila voti in più rispetto al primo turno - ha aggiunto -: passare da 29mila voti a 42mila è un segnale che mi arriva dalla città di cui vado fiero e orgoglioso».

Per Salvetti «Livorno è ancora una volta un laboratorio perché sa capire quando ci sono situazioni nuove nel mondo della politica: faccio sempre l'esempio di quello che è accaduto in città a partire dal 1921, passando dalle lotte partigiane e operaie, per arrivare a 5 anni fa quando Livorno fu un laboratorio politico con i Cinquestelle protagonisti. Quel laboratorio politico non ha dato i frutti sperati, i frutti che si attendevano anche gli elettori dei Cinquestelle, e adesso siamo un nuovo laboratorio politico con il centrosinistra che deve assolutamente guardare agli altri e ampliarsi ancora di più».