Roberto Vecchioni ha ammaliato il pubblico del premio Ciampi (foto Novi)
Roberto Vecchioni ha ammaliato il pubblico del premio Ciampi (foto Novi)

Livorno, 9 dicembre 2018 - Una grande serata di musica, luci, colori. E sopratutto emozioni. Quelle non possono mancare quando si omaggia un artista del calibro di Piero Ciampi, genio e orgoglio livornese. Il teatro Goldoni è pieno di gente. Già nel tardo pomeriggio, poco prima delle premiazioni (che hanno visto protagonisti Lorenzo Kruger, miglior cover, e Frigo, premio nazionale), i brividi avevano già abbondantemente percorso la pelle dei presenti, quando Peppe Fonte, voce e piano, aveva regalato una meravigliosa interpretazione del brano-capolavoro ‘Triste sera’.

Un incipit regale, per un concerto di gran qualità. Dopo una breve introduzione dedicata al ricordo del cantautore Claudio Lolli, con Andrea Pellegrini che suona ‘I musicisti di Ciampi’, accompagnando la lettura poetica, si parte con uno dei vincitori.

Lorenzo Kruger, strepitoso nella sua originale lettura di ‘Te lo faccio vedere io chi sono’, da solo col telefonino, senza musica, in mezzo alla platea. Aveva annunciato qualcosa di speciale, lo ha fatto. Comincia qui la cavalcata che accompagnerà il pubblico fino a ben oltre la mezzanotte.

Sul palcoscenico si alternano i nomi più attesi, centralissimo quello di Roberto vecchioni.

Il 'professore' sente ‘Ciampi’ in modo particolare, e sulla scena non si risparmia. Tre brani e poi lui, il più famoso, quello che tutti attendevano, ma che nessuno sperava di ascoltare: Luci a San Siro. Il momento è toccante, il cuore comincia a battere più forte. L’applauso nasce spontaneo nel corso delle ultime note. Tutti in piedi. Il cantautore, visibilmente commosso ringrazia e lascia spazio ad un’altra leggenda della musica nostrana, o forse sarebbe meglio dire dell’arte.

Sì perché Teresa De Sio, che entra scena poco dopo, non si può definire semplicemente ‘una cantante’, sarebbe troppo riduttivo. Teresa è un’artista di enorme spessore, una che vive la scena, in pieno. La riempie, la sfida, la fa sua.

Comincia l’esibizione, con un omaggio a Piero Ciampi, attraverso la musica e le parole di un altro autore, lui del sud, Matteo Salvatore. Una performance straordinaria che incanta lo spettatore. Performance che viene subito bissata da una seconda cover, stavolta un brano di Pino Daniele ‘chi tiene ‘o mare’. Un’interpretazione che lascia senza parole.

Teresa saluta Livorno con due pezzi storici del suo repertorio e passa la palla al gran finale che vede impegnata l’orchestra multietnica di Arezzo, con Isabella Ragonese.

Tutto molto bello. Chapeau.