Livorno-Palermo
Livorno-Palermo

LIVORNO-PALERMO 2-2

Livorno, 27 aprile 2019 - Il Livorno sfiora il supercolpo al 'Picchi' contro il Palermo: va sotto su rigore, recupera, passa in vantaggio e poi si vede sfumare i tre punti a una manciata di minuti dalla fine. Finisce 2-2 e il discorso salvezza resta ancora apertissimo. 

PRIMO TEMPO - Diamanti, Murilo, Gori è il tridente annunciato e schierato da Breda per lanciare l'assalto ai siciliani e alla speranza di restare in Serie B. Non ce la fa Bogdan, ma almeno è in panchina.

Parte grintoso il Palermo, affidato in settimana a Delio Rossi dopo il siluramento di Stellone, ma il Livorno non è passivo e firma il primo tiro in porta della partita con Murilo dopo 7'. Gli amaranto devono puntare tutto sul carattere e così fanno, aggredendo i portatori di palla rosanero e rimanendo compatti.

Da entrambe le parti c'è molto tatticismo e soprattutto c'è molta paura di scoprirsi. Al 20' Diamanti ci prova alla sua maniera, con un sinistro da fuori violentissimo ma centrale che non sorprende Brignoli. Due minuti più tardi il Palermo reagisce trovando la difesa del Livorno un po' disattenta e costringendo Boben al 'muro' su un tiro di Moreo. Gli amaranto cercano Diamanti per aprire le retrovie siciliane: Gori è la punta avanzata, Murilo lo sostiene, ma i guardiani di Rossi sono inflessibili.

E' un buon Livorno, comunque, tanto che al 32' ha un'occasione monumentale: cross di Valiani, palla spiovente in area, colpisce di testa Gasbarro lasciato solo ma c'è Raikovic a salvare sulla linea di porta un gol che sembrava già fatto.

Al 40', però, il Palermo passa al primo vero affondo. Falletti va giù in area su intervento (dubbio) di Boben e per l'arbitro Di Paolo è rigore: dal dischetto va Nestorovski che infila Zima all'angolo destro basso. Proteste a valanga degli amaranto, che ritengono inesistente il contatto. Igor Protti viene espulso dalla panchina e il 'Picchi' fa esplodere la contestazione con bordate di fischi.

Il Livorno reagisce subito con decisione, ma non riesce a pungere e va al riposo sotto di un gol.

SECONDO TEMPO – Si riparte con un cartellino giallo per Gori che, saltando di testa, colpisce del tutto involontariamente Raikovic che resta ferito a un sopracciglio. Gori salta di spalle, colpisce l'avversario con la nuca e non con il gomito, come invece sostiene l'arbitro Di Paolo che, però, punisce il giocatore amaranto con l'ammonizione (nel primo tempo si era beccato il giallo anche Gonnelli) e scatena altre bordate di fischi.

La rabbia amaranto si concretizza in un pressing generoso e costante. La squadra si tiene alta, si scuote e si scopre, necessariamente, pur di tenere distante la minaccia del Palermo.

Ma al 56' il Livorno corre un rischio mostruoso perché Falletti, che va via in volata, cade ancora in area su pressione di Agazzi. Stavolta però l'arbitro non vede nulla di irregolare e concede solo il calcio d'angolo ai siciliani.

Si gioca con i nervi scoperti. Breda al 60' toglie Murilo e mette Raicevic che da questo momento fa coppia con Gori in attacco e spacca la partita. Poi cambia anche gli esterni: al 71' Eguelfi e Kupisz prendono il posto di Gasbarro e Valiani.

Al 73' Diamanti compie il miracolo. Prende palla a metà campo, va via di forza, vede Brignoli fuori dai pali e lo fulmina con una botta terrificante di sinistro. E' il pareggio, il gol della speranza, il missile che ridà vita agli amaranto. Il Livorno dipende da Diamanti, è Diamanti: è lui l'astro intorno al quale tutto gira.

All'81' il sorpasso. Luci mette sul fondo, Gonnelli fa sponda di testa, sbuca Raicevic che sempre di testa trafigge Brignoli. Sembra un sogno, il cielo si tocca con un dito, il sole bacia i belli e i coraggiosi. Raicevic riporta la speranza dalla panchina: entra e insacca da vero ariete. Ma è un'illusione che dura pochi minuti. La mannaia si chiama stanchezza.

All'88' Trajkovski gela tutti. La difesa amaranto è ferma, pensa che Puscas in area di rigore sia in fuorigioco, ma la palla finisce sui piedi di Trajkovski che, appostato da solo, spara in rete sotto la 'Nord' e sigla il 2-2 per i rosanero.

Il Livorno incassa il pareggio che per poco non è stato una vittoria. Ma un punto col Palermo è grande cosa. Un punto conquistato con il cuore, con la tenacia, con il coraggio. Impossibile non applaudire una squadra che, in ogni caso, ha ricominciato a saper reagire e a crederci fino alla fine. Restano tre giornate che saranno tre battaglie: il Livorno, questo Livorno, deve crederci.