Livorno, 3 aprile 2021 - Immaginate se non ci fosse stato il Covid. Immaginate se oggi il "Picchi" avesse grondato di amaranto. E immaginate quale razza di entusiasmo, di motore, di spinta avrebbe ricevuto la squadra in questa che - come va dicendo Marco Amelia da quando è arrivato - era una delle "finali" che ancora rimangono da giocare per conquistare la salvezza. Dopo aver battuto la Pro Vercelli una settimana fa, il Livorno concede il bis (e che bis!) strapazzando la Pistoiese dell'ex Valiani e del figlio di Matteo Renzi (subentrato nella ripresa) per 5-0. Una "manita" spettacolare, confezionata in una partita in cui tutto è andatio per il verso giusto e in cui tutti hanno giocato alla grande. 

Apre le marcature Mazzarani, raddoppia Braken, ma la Pistoiese ha poca vena. Prova a impensierire un paio di volte Neri che però risponde da grande campione quale diventerà (siamo pronti a giurarci), ma si squaglia poco a poco di fronte alla dinamo rovente di un Livorno che macina gioco sia nel mezzo che sulle fasce. Bussaglia segna una doppietta da leccarsi i baffi, Haoudi sigla la cinquina con un tocco alla Del Piero. Insomma, una vittoria strameritata, costruita con una superiorità tattica e anche tecnica da far impallidire chiunque. Compreso l'ex Valiani: ci dispiace per lui, al quale siamo affezionati, ma stavolta non c'è stata proprio partita.

Il Livorno così può festeggiare una buona Pasqua davvero, coltivando la pur sempre remota speranza di raggiungere una salvezza che nonostante le due vittorie consecutive appare ancora lontana. Ha vinto l'Olbia, poi Lucchese e Pistoiese sono sempre davanti. Ma tanto vale giocarsele tutte, e bene. Il concetto ribadito da Amelia anche stasera è che "sono tutte finali e dobbiamo cercare di vincerle tutte". Che basti o no, se il Livorno fosse questo (e se fosse sempre stato questo...) è legittimo sperare. Intanto, Buona Pasqua a tutte e a tutti.

Alessandro Antico