Il tecnico del Livorno, Antonio Filippini (Novi)
Il tecnico del Livorno, Antonio Filippini (Novi)

Livorno, 20 giugno 2020 - Si riparte . Oggi alle 18 il Livorno torna in campo per affrontare il Cittadella, tre mesi e mezzo dopo il ko nel derby di Pisa e la sosta forzata dovuta alla pandemia da Covid-19. E per Antonio Filippini  sarà il debutto in Serie B e sulla panchina del Livorno, che lo ha visto a lungo protagonista a battagliare in campo. Per lui i sentimenti sono contrastanti: da una parte il virus gli ha portato via uno degli affetti più cari, la madre, dall’altra la voglia di tornare in campo.

"Sicuramente il mio entusiasmo non è quello che poteva essere – ha detto Filippini alla vigilia – da un lato, ho perso mia madre a causa di questo maledetto virus e sono tristissimo e anche il mondo del calcio in questa situazione è molto diverso. Dall’altro, essere sulla panchina del Livorno mi rende felice. Questa è una mia seconda casa e sono contento di esordire in B con l’amaranto. Il mio stato d’animo è dunque molto contrastante: triste da una parte, e felice dall’altra". Difficile capire quale sia la condizione della squadra. "Al rientro non è stato facile per tutte le squadre. I calciatori hanno lavorato da casa, per quello che hanno potuto, ma non potendo correre sul campo per tanto tempo e non facendo nemmeno allenamenti con la palla i ragazzi non erano in forma. Anche partire con allenamenti più spinti è stata dura". Filippini ripartirà dal 3-5-2, ma non sono escluse anche altre soluzioni a partita in corso, contando anche sulle 5 sostituzioni. «A livello tattico abbiamo provato diverse soluzioni perché dovevo capire bene quale assetto fosse il migliore per affrontare il Cittadella, e, soprattutto, per abbassare la media dei gol subiti a partita che oggi è di due. Se vogliamo vincere le partite, prima di tutto dobbiamo iniziare a prendere meno reti".

Sulla formazione, invece, non si sbilancia, anche perché stamani ci sarà un’ultima rifinitura. "Non ho ancora deciso chi giocherà nei vari ruoli. In mattinata faremo l’ultima rifinitura e preferisco avere tutti pronti e sulla corda fino all’ultimo momento. Non sarà importante giocare con tanti attaccanti per vincere, ma credo che sia fondamentale l’equilibrio della squadra. Il tassello principale è questo: pensare a non prendere tante reti e fare in modo che gli attaccanti abbiano qualche palla-gol in più".

Dieci partite che decideranno il campionato. "In queste dieci partite dobbiamo dare il massimo per recuperare la situazione di classifica che abbiamo. Sarà un altro campionato, come un torneo, tipo il Mondiale. Per noi le prime quattro partite saranno l’equivalente del girone di qualificazione. Il nostro dovere è quello di fare più punti possibile e qualificarci alla fase successiva: poi vedremo come affrontare le prossime gare. La forma fisica non sarà al top per tutti, si troverà strada facendo. In questo momento dovranno essere le motivazioni a fare la differenza. Onorare la maglia che indossiamo con voglia e grinta. Dovremo unire i nostri cuori ed aiutarci dall’inizio alla fine per ottenere risultati positivi".