Livorno, 16 maggio 2019 - Il fioretto era preciso. Inevitabile che venisse tenuta fede a questa promessa anche perché il risultato sportivo è stato raggiunto. Alessandro Diamanti, per tutti Alino, alcuni mesi fa aveva detto che se il Livorno si fosse salvato rimanendo in serie B sarebbe andato a Montenero a piedi. Così è stato dopo un finale di stagione travolgente e il fantasista amaranto, che si è caricato la squadra sulle spalle centrando un obiettivo straordinario e insperato, non è stato solo.

Con lui stamani altri cinque giocatori amaranto (il capitano Luci, Valiani, Gasbarro, Gonnelli e Di Gennaro) e tanti tifosi. Un totale di un centinaio di persone che alle 10 si è mosso dalla baracchina bianca davanti all’ingresso dell’Accademia Navale e ha percorso a piedi oltre sette chilometri per arrivare al santuario della Madonna Mater Etruriae, ossia patrona di tutta la Toscana. Qualcuno si è perso per strada, dopo le belle promesse dell’inizio, qualche altro si è aggregato cammin facendo. Sta di fatto che in poco meno di un’ora e quaranta minuti i “pellegrini” sono arrivati nella piazza del Santuario.

Una bella scarpinata complice un tempo tornato sereno dopo le burrasche dei giorni scorsi, di un sole accattivante anche se alla partenza faceva un po’ freschino con un vento di tramontava che spianava un mare azzurro. Alla partenza il Club amaranto “Magnozzi” ha premiato proprio Alino Diamanti come miglior giocatore della stagione. Per lui coro e la speranza del rinnovo del contratto. Poi il via al pellegrinaggio e insieme ai giocatori amaranto si è messo in cammino Paolo Brosio, popolare personaggio Tv reduce dall’Isola dei famosi, devoto della Madonna di Montenero e proprio al santuario livornese ogni anno Paolo realizza manifestazioni importanti. Sarà così anche il prossimo giugno con una marcia della pace per il progetto “Mattone del cuore” che porterà dal santuario al porto.

Ma torniamo a oggi. Il gruppo amaranto ha camminato sul lungomare fino ad Antignano dove ha puntato verso l’interno. Poi l’arrivo alla piazza delle carrozze e l’ultimo impegnativo strappo di poco più di un chilometri con salita durissima. I giocatori del Livorno e Paolo Brosio, allenati, non hanno avuto grandi problemi. Qualche tifoso ha arrancato mai poi c’è stato l’arrivo al santuario accompagnato dalle note dell’inno amaranto diffuso da un altoparlante. La comitiva è stata ricevuta dal rettore don Luca Giustarini che ha avuto parole di elogio e ha benedetto tutti sotto l’immagine della Madonna veneratissima dai livornesi. Ai giocatori padre Giustarini ha chiesto la serie A e la sensibilizzazione per creare a Montenero un centro di aggregazione e sport giovanile. L’appuntamento è per l’anno prossimo.