Un’immagine di come potrebbe tornare la Curva Nord con un’altra società (Foto Novi)
Un’immagine di come potrebbe tornare la Curva Nord con un’altra società (Foto Novi)
La guerra di nervi non è affatto finita tra l’As Livorno Calcio e la città di Livorno. Una società che non gode più di alcuna credibilità verso istituzioni e tifoseria, una domanda di iscrizione alla D incompleta (lo stadio non sarà concesso) e un tentativo di rimpallarsi le responsabilità in caso di fallimento. Questo è il quadro a poche ore dalla pronuncia (domani) della Covisod, con termine ultimo del 28 luglio per integrare la documentazione necessaria all’iscrizione (stadio e saldo stipendi della passata stagione). Ma al di là di tutto, una cosa sola è certa: Livorno non...

La guerra di nervi non è affatto finita tra l’As Livorno Calcio e la città di Livorno. Una società che non gode più di alcuna credibilità verso istituzioni e tifoseria, una domanda di iscrizione alla D incompleta (lo stadio non sarà concesso) e un tentativo di rimpallarsi le responsabilità in caso di fallimento. Questo è il quadro a poche ore dalla pronuncia (domani) della Covisod, con termine ultimo del 28 luglio per integrare la documentazione necessaria all’iscrizione (stadio e saldo stipendi della passata stagione). Ma al di là di tutto, una cosa sola è certa: Livorno non vuole più avere a che fare con questa società. In tal senso la Curva Nord ‘Fabio Bettinetti’ (nei giorni scorsi il primo anniversario della scomparsa, ndr) non dà adito a interpretazioni. "Per l’ennesima volta, la situazione che si è venuta a creare intorno alle vicende dell’As Livorno Calcio è davvero paradossale – scrivono gli ultras in una nota –. Spinelli, che ricordiamo dovrebbe essere come ama ripetere ‘fuori dai giochi’, continua a manipolare l’opinione dei tifosi a proprio piacimento. Il sindaco, legittimamente, dopo i debiti contratti dalla società ha dovuto revocare la concessione ed escutere la fideiussione per avere quanto la società deve al comune, di conseguenza alla città. Ci sembra ovvio che il Livorno Calcio, fosse anche una situazione normale e non logorata come è da tempo, non può pretendere lo stadio Armando Picchi, tanto più se non ha neppure revocato lo stato di liquidazione e chiarito cosa vuol fare".

Il tutto fa seguito alle mancate cessioni della società quando i compratori c’erano. "Ricordiamo che la società si è negata più volte a potenziali compratori, che ha disertato incontri col sindaco e con i tifosi, ed oggi, per tentare di alzare polvere e nascondere le schifezze perpetrate in questi ultimi anni, riesce nonostante tutto a trovare giornalisti e tifosi che pensano, dicono e scrivono che ‘il Livorno vorrebbe iscriversi ma il sindaco non concede lo stadio’. Salvetti, al di là di ogni appartenenza politica, che non rientra in questa valutazione, conosce benissimo la società, Spinelli e i suoi soci, pertanto ha preso la decisione che tutti noi sosteniamo". Tutti con il sindaco, dunque. "Non siamo più disposti a tollerare la nostra amata maglia in ostaggio di una famiglia che, se prima vantava ‘almeno’ di avere i conti in verde, adesso nemmeno più quelli può vantare. Via Spinelli e chi per lui, costasse anche ripartire dall’Eccellenza, tanto la serie D, con questi personaggi, significherebbe l’ennesimo anno di oblio, di buio, di morte della passione e dell’appartenenza. Al contrario, dalle ceneri siamo sicuri che i livornesi sapranno stringersi attorno alla squadra e rialzare la testa. Basta teatrini, via Spinelli, nessuna possibilità di mediazione e torneremo con la stessa passione di sempre intorno al nostro Livorno per rinascere. Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine".

Igor Vanni