Marco Ammannato, pivot, punta forte sulla Libertas Livorno 1947 (Foto Novi)
Marco Ammannato, pivot, punta forte sulla Libertas Livorno 1947 (Foto Novi)
Nei momenti di difficoltà, con la sua esperienza, ha preso per mano la Libertas e l’ha trascinata in alto. Molto in alto, sfiorando il paradiso. Ma a 33 anni Marco Ammannato non ha alcuna intenzione di rallentare: lui è un vincente e in maglia bianco-vinata proverà ancora a raggiungere traguardi prestigiosi. Il riposo del guerriero sta dunque per finire. "Ho staccato la spina – ci dice Ammannato –, mi ci voleva dopo la delusione per la finale persa e un campionato lungo. Il Covid ci ha fermato a lungo e tra turni infrasettimanali e trasferte difficili è stato un anno pesante anche a livello mentale. Ci aggiungi la...

Nei momenti di difficoltà, con la sua esperienza, ha preso per mano la Libertas e l’ha trascinata in alto. Molto in alto, sfiorando il paradiso. Ma a 33 anni Marco Ammannato non ha alcuna intenzione di rallentare: lui è un vincente e in maglia bianco-vinata proverà ancora a raggiungere traguardi prestigiosi. Il riposo del guerriero sta dunque per finire. "Ho staccato la spina – ci dice Ammannato –, mi ci voleva dopo la delusione per la finale persa e un campionato lungo. Il Covid ci ha fermato a lungo e tra turni infrasettimanali e trasferte difficili è stato un anno pesante anche a livello mentale. Ci aggiungi la finale persa... Da lunedì riprenderò con un po’ di mobilità".

Da dove si riparte?

"Si riparte da dove abbiamo finito. La rabbia per gara 5 va trasformata in positività: siamo caduti, ma sono convinto che la squadra possa rialzarsi in fretta. Siamo rimasti in tanti di quel roster, trasformiamo in energie positive tutta questa rabbia. Abbiamo fatto una grande stagione, ripartiamo dal -9 di gara 5 con Piacenza e costruiamo la stagione per tornare a quel punto e migliorare. È mancato un pizzico di fortuna, ma talento e atteggiamento giusto ci sono stati: anche in gara 5 non abbiamo mollato nonostante la brutta partenza rientrando in partita".

Ha già sentito Fantozzi?

"Sì, abbiamo fatto una bellissima chiacchierata di 40 minuti: le sue idee rispecchiano le mie e tutto ciò che ho sempre fatto. Ha tantissima voglia di fare e di mettersi in gioco, siamo tutti carichi: si vede che è stato un giocatore, ha lo spirito giusto, sa come prenderti e gestirti. una scelta azzeccata da parte della società. Detto ciò, ho ringraziato Gigi Garelli per quanto fatto, ma il basket è così: resta una grandissima persona. Stesso discorso per Salvadori, passato alla Pielle: abbiamo costruito un rapporto di amicizia bellissima, dispiace che non sia più con noi, ma ha fatto la scelta giusta per il suo lavoro. Sarà bello ritrovarlo subito come avversario".

Si parte proprio con il derby.

"Dopo tanti anni, il derby per il basket livornese credo che rappresenti l’apice. Anche quest’anno gli sfottò non sono mancati, quindi prevedo settimane di fuoco prima dei derby. Devo dire che quando abbiamo incontrato i tifosi piellini in giro, sono stati molto cordiali, c’è una sana rivalità come è giusto che sia. Di derby ne ho vissuti tanti e so cosa significhi. Per il basket in generale e per Livorno riavere due squadre in una categoria che sta crescendo di valori è una bellissima cosa. Per cui sono fiero di poter far parte di questo derby, ci sarà un’atmosfera elettrizzante".

Che girone si aspetta?

"Vedendo quello che abbiamo fatto, tutti ci affronteranno con il coltello tra i denti, saremo la squadra da battere visto quanto fatto. Ma noi dobbiamo pensare solo a noi stessi, partiamo da una buona base con l’intento di migliorarci e di portare questi colori in un campionato importante come l’A2. Conosco il valore dei miei compagni e della società: siamo pronti a metterci l’elmetto, con la solita grinta dell’anno scorso. Troveremo squadre agguerrite, ma dal 16 agosto ci daremo dentro al massimo con il nuovo coach".

Igor Vanni