Marco Andreazza saluta Piombino: il coach piacentino lascia il Golfo dopo tre ottime stagioni per accasarsi a Omegna, piazza ambiziosa che punta decisamente alla promozione. Un addio che potrebbe essere anche un arrivederci. "Sono state tre stagioni ottime sotto tutti i punti di vista – sono le parole di Andreazza –: arrivavo in un posto nuovo che veniva da una stagione negativa, con tante cose da ricostruire. Ci siamo...

Marco Andreazza saluta Piombino: il coach piacentino lascia il Golfo dopo tre ottime stagioni per accasarsi a Omegna, piazza ambiziosa che punta decisamente alla promozione. Un addio che potrebbe essere anche un arrivederci. "Sono state tre stagioni ottime sotto tutti i punti di vista – sono le parole di Andreazza –: arrivavo in un posto nuovo che veniva da una stagione negativa, con tante cose da ricostruire. Ci siamo riusciti, abbiamo messo insieme un gruppo di lavoro importante, con tutti i giocatori che hanno dato il loro contributo".

Il ricordo più bello?

"Gara tre con Vicenza di due anni fa, quando siamo andati in finale con Cesena. Una cosa mai vissuto dalla società. Quest’anno invece le 11 vittorie consecutive. In generale di momenti belli ce ne sono stati tanti, ma quella sirena in gara tre mi resterà sempre nel cuore".

Perché ha scelto Omegna?

"Quella che sto per dire, non è una critica alla società, ma un dato di fatto che ho vissuto con grande serenità: mi sembrava di dover rimanere a Piombino solo perché avevo ancora un anno di contratto. Con la società ci siamo parlati il 4 maggio, la prima telefonata di Omegna è arrivata l’8 giugno: nel mezzo non è che ci siano state tante proposte di rinnovo della collaborazione e di progettualità, quindi mi sono sentito cercato e voluto da Omegna. Piombino resterà nel mio cuore e ci tornerò a trovare tanti amici e a vedere qualche partita. Spero di aver lasciato un gran ricordo".

Che stagione la aspetta?

"Sarà una stagione strana e sarà importante programmare bene le cose. Conosco l’ambiente di Omegna, si torna in un palazzetto nuovo da 2.000 posti a Gravellona: c’è grande entusiasmo visto che il palazzetto prima non c’era. Gli altri ci mettono già le etichette addosso, ma sarà importante lavorare al 100% ogni giorno".

Chi si porta dietro?

"Procacci credo che ormai sia una cosa che andrà in porto. Per come ci siamo trovati, li avrei portati via tutti, ma non mi piace depredare una società in cui sono stato bene. Con Alessandro si è creato un rapporto particolare, andando in una società nuova avevo bisogno di partire da una garanzia".

Igor Vanni