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21 mag 2022

Lo scoutismo Un esercito di mille giovani

A Livorno rinacque nel dopoguerra e si sviluppò. Oggi ci sono le associazioni Agesci, Cngei e Masci

21 mag 2022
Una foto storica degli scout a Livorno, dove l’associazione è stata fondata nel 1922
Una foto storica degli scout a Livorno, dove l’associazione è stata fondata nel 1922
Una foto storica degli scout a Livorno, dove l’associazione è stata fondata nel 1922
Una foto storica degli scout a Livorno, dove l’associazione è stata fondata nel 1922
Una foto storica degli scout a Livorno, dove l’associazione è stata fondata nel 1922
Una foto storica degli scout a Livorno, dove l’associazione è stata fondata nel 1922

Lo scoutismo cattolico livornese nacque il 5 settembre del 1922 nei locali della Parrocchia di San Giuseppe in piazza 2 giugno, dove avvenne la fondazione del primo gruppo dell’Asci, Associazione Scautistica Cattolica Italiana, poi confluita il 4 maggio 1974 nell’Agesci, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani. Ancora oggi negli stessi locali parrocchiali, attuale sede del gruppo scout agesci Livorno 10, un marmo romboidale di 98 anni ne ricorda la ricorrenza. Lo scoutismo livornese trovò un arresto a causa del regime fascista. Lo scrive il Dottor Domenico Zucca nel suo libro "Storia dello scoutismo livornese dal 1922 al 1928": "Il 22 aprile 1928 il Commissariato Centrale dell’Asci ordinò lo scioglimento dello scoutismo cattolico, l’unica forma associativa giovanile permessa doveva essere l’Opera Nazionale Balilla". Il 10 maggio 1928 il Vescovo di Livorno Monsignor Giovanni Piccioni inviava ai dirigenti dell’Asci livornese una lettera piena di cordoglio e ringraziamenti per l’impegno dimostrato a servizio della città, a cui seguiva una struggente lettera di scioglimento del Cardinale Pietro Gasparri, che riportava la benedizione apostolica di Papa Pio XI. Il 12 maggio si tenne l’ultima riunione degli scout livornesi, che piansero, insieme a Don Mario Cappi, sfilando dalla Chiesa di SS. Pietro e Paolo fino al Vescovado, per consegnare al Vescovo Piccioni le bandiere associative. Ebbe inizio da quel momento la "Giungla silente", il periodo in cui gli scout vissero la loro attività clandestinamente, come fece nel nord Italia il gruppo di Resistenza scout delle "Aquile Randagie". A Livorno, presso l’istituto dei Gesuiti "San Francesco Saverio" molti continuarono clandestinamente a vivere le attività scout nel gruppo delle "Frecce Bianche", e molti altri si iscrissero al Circolo Cattolico "Pier Giorgio Fassati" per continuare attività culturali. Lo scoutismo a Livorno rinacque nel dopoguerra, dove ebbe un grande sviluppo, e oggi in città le associazioni Agesci, Cngei e Masci contano più di mille tesserati. Questa e altre storie sono state raccolte dal neo-formato Centro Studi Scoutismo Labronico "Arrigo Vallebona e Frida Gabbrielli", che ha come fine delle proprie attività la diffusione di uno stile educativo del fare memoria.

Simone Bacci

© Riproduzione riservata

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