Livorno, 5 giugno 2024 - Più sicurezza in mare, con il posizionamento di 14 atolli di salvataggio lungo la costa livornese. Completate questa mattina le operazioni di installazione da parte del settore Protezione civile e demanio del Comune, per agevolare la balneazione e il salvamento, con la partecipazione della Polizia municipale e Provinciale. Un investimento interamente finanziato dall’amministrazione comunale, che ha stanziato una cifra che si attesta attorno agli 80mila euro.
Quattordici salvagenti rettangolari rossi collocati tra Castel Boccale e Castel Sonnino, nel Sito di interesse comunitario (Sic) di Calafuria. Più precisamente, nei punti di: Castel Boccale Nord , Castel Boccale Sud ,Scogli Piatti Nord, Scogli Piatti Sud, Ponte di Calafuria Nord , Ponte di Calafuria Sud, Le Vaschine, Le Vaschette , Punta Pacchiano, Sassoscritto, Spiaggia naturista Ovest, Romito, Spiaggia naturista Est, Calignaia.
«Il progetto prevede di ripristinare il servizio già attuato dall’amministrazione comunale nel periodo 2005-2017 (all’epoca ideato dall’allora dirigente Maurizio Lenzi e dal funzionario dell’ufficio Demanio Armando Loddo - come ricorda Lorenzo Lazzerini, Dirigente del Settore Protezione Civile e Demanio) -, con interventi mirati ad ottimizzarne la funzione e garantirne una maggiore durabilità ritenendolo, in relazione alla conformazione della costa, la soluzione più indicata a fornire un concreto supporto alla attivita’ di salvamento e quindi alla sicurezza della balneazione. Gli atolli, infatti, costituiscono un dispositivo idoneo a favorire l’intervento dei mezzi di emergenza per il recupero di bagnanti in difficoltà. Il percorso amministrativo che ha portato alla ripresa del progetto è stato molto articolato, ha previsto anche la valutazione di incidenza ambientale all’interno del Sic di Calafuria. Alla fine è stato scelto un sistema che non va a scarrocciare il fondale e che riprende il sistema di ancoraggio delle navi al largo».
Lazzerini ha inoltre spiegato le caratteristiche tecniche e sottolineato le due funzioni principali degli atolli: «Segnalazione a chiunque navigante dell’esistenza di un’area presidiata, più un presidio prestato al soccorso in caso di mareggiate, rimanendo agganciato al sistema di soccorso. Il sistema ‘atolli’ è composto da un corpo morto che è un basamento di cemento armato, del peso di circa 3 tonnellate a cui viene agganciata una catena della lunghezza di circa due volte il fondo, sospesa per non scarrocciare sul fondo, da dei jumper che hanno una spinta di 80 kg e da questi jumper riparte la seconda parte della catena che va all’atollo. Questo sistema funziona secondo il principio degli ancoraggi delle navi: il peso e la lunghezza della catena sfruttano l’energia delle onde e consentono di evitare che venga strappato il nostro atollo. Nei prossimi mesi il sistema andrà tarato in funzione della profondità e della risacca che c’è, per capire quanto allungare/accorciare la catena stessa».
Collaborano all’attuazione del progetto la ditta NastrItalia, che ha vinto l’appalto, la Capitaneria di Porto, la Regione Toscana, la Soprintendenza, l’Agenzia del Demanio ed Assonautica.