Rosignano, 10 agosto 2017 - «La nostra posizione è di disponibilità a stralciare il credito che abbiamo a condizione che lascino il porto che da anni occupano in maniera abusiva e senza corrispondere nemmeno le spese. Diversamente proseguiamo nella procedura legale per il recupero del dovuto. Di che cifra si parla? Oltre centomila euro». La posizione di Marina Cala de’ Medici nei confronti dei tre pescatori ormeggiati nel porto turistico Matteo Ratti, che del Marina è direttore e ad, l’ha illustrata ieri nel corso del summit in Comune, seconda manche dopo l’incontro nel Castello governativo del 19 giugno, con il sindaco Alessandro Franchi e l’assessore al Demanio e programmazione del territorio Margherita Pia. PORTO turistico, 650 posti barca, la cui concessione demaniale non prevede la presenza di imbarcazioni commerciali. A differenza dei porti di Vada e di Castiglioncello. Sono rimasti tre pescatori, Mirko Ulivieri, Simone Sardone, Marco Tarchi. Il quarto pescatore, Massimo Piccinetti, ci rendiconta Ratti, l’accordo l’ha trovato, quello di lasciare il porto con stralcio dei debiti. Spiega Ratti: «La questione nasce nel 2007 con la precedente gestione quando la Capitaneria in via del tutto temporanea dette l’ok ai pescatori a ormeggiare al Marina per condizioni meteo avverse». Dopo la prima riunione del 19 giugno il sindaco Franchi disse che spostare i pescatori a Vada o Castiglioncello «è impossibile per problemi di fondali. La soluzione se c’è va trovata all’interno del Marina». Aggiungendo altresì che la nuova normativa prevede funzioni aggiuntive per i porti turistici. Ma non detto fatto. L’iter, e la posizione del Comune «che ha un ruolo programmatorio» ce lo spiega Margherita Pia, sottolineando che la questione in corso tra il Marina e i pescatori in sostanza è cosa loro. PERÒintanto per quanto concerne i fondali ritenuti non adatti altrove qualcosa è cambiato: «La Capitaneria deve fare un sopralluogo per vedere i fondali di Vada e Castiglioncello», dice Pia «dando seguito a incontri in Regione vanno adeguati gli strumenti urbanistici in attuazione della nuova normativa con estensioni di funzioni aggiuntive». In sostanza aree dedicate anche a imbarcazioni commerciali. Funzioni che, prosegue Pia, «sono già inserite nel Poc Piano operativo comunale adesso al vaglio della commissione consiliare». Poi il Poc passerà dal Consiglio comunale per l’adozione, ci saranno osservazioni, controdeduzioni, passaggio in commissione paesaggistica, poi di nuovo in Consiglio per l’approvazione. Una volta efficace, «tutti insieme col porto lavoreremo al Regolamento Portuale in cui si dovranno sistemare spazi e funzioni». La concessione demaniale riveduta sarà l’atto finale.