Un momento di una delle proteste davanti al cantiere del ripetitore
Un momento di una delle proteste davanti al cantiere del ripetitore

LIVORNO
Da fine giugno i residenti di via Calatafimi si stanno opponendo all’attivazione dell’antenna per la telefonia mobile impiantata nel bel mezzo dell’area comunale per la sgambatura dei cani. I cittadini chiedono all’amministrazione comunale di bloccare questo impianto e farlo smantellare "perché vicino a case, parco pubblico, una scuola e in linea d’aria anche alla Casa di Cura Villa Tirrena".
Ci siamo rivolti così all’assessore all’ambiente Giovanna Cepparello che pochi giorni fa con il sindaco Luca Salvetti ha ricevuto (come abbiamo riportato) una delegazione del Movimento Elttrosmog e 5G? No grazie. Da quell’incontro sono emersi alcuni impegni dell’amministrazione. "È in corso il confronto con il gestore per la telefonia mobile Iliad che ha fatto installare un suo ripetitore sull’area comunale per la sgambatura dei cani in via Calatafimi.
Le opzioni sul tavolo sono due: abbiamo chiesto o una ricollocazione alternativa (non facile in quella zona). Oppure che l’antenna sia orientata senza impattare su abitazioni, scuola e parco pubblico che insistono nelle vicinanze. L’area sgambatura dei cani rimarrà comunque a disposizione dei cittadini alla fine dei lavori". Se l’impianto sarà attivato cosa accadrà? "Sarà chiesto il monitoraggio a cui far partecipare anche il Comune. L’ufficio ambiente affiancherà Arpat. Abbiamo chiesto inoltre misure di mitigazione visiva da studiare sempre per l’antenna di via Calatafimi".
In questi giorni è emersa anche la notizia della installazione di un’antenna Tim su una proprietà privata in via Roma a ridosso di Villa Fabbricati. "Non è stata ancora attivata. Si trova è vero su un’ area privata. Tuttavia tale ripetutore dovrà sottostare ai vincoli di legge". Presto il Comune di dotera’ di un Regolamento sulle antenne per la telefonia. "La prossima settimana approderà in giunta.
Poi in commissione e subito dopo in consiglio. Prevede da una parte di salvaguardare i diritti gestori perché il loro è un servizio i cui impianti sono opere private di pubblica utilità, ma anche di tutelare la salute pubblica e dei siti sensibili. L’attuale normativa (Codice delle Comunicazioni Elettroniche, ndr) non stabilisce v una distanza minima di sicurezza dei ripetitori dagli obiettivi sensibili, ma limiti sulle emissioni che vanno fatte verificare da Arpat e Usl". Nell’incontro con il Movimento Elttrosmog il sindaco ha ipotizzato che allo scadere delle concessioni per i repetitori della telefonia mobile, sia valutabile il rinnovo solo a condizione che siano spostati. "È una opzione che stiamo valutando con attenzione".




Monica Dolciotti