Livorno, 5 marzo 2021 - Un altro sopralluogo ieri mattina sul lungomare del sindaco Luca Salvetti (come abbiamo raccontato nel video che vi riproponiamo) con una delegazione di architetti per rendersi conto dello stato in cui si trova la passeggiata a mare, ma soprattutto per vedere le baracchine. Come si sa, esse furono inaugurate alla fine del mandato dello scomparso sindaco Gianfranco Lamberti circa venti anni fa e alcune (o tutte) sono destinate alla demolizione (la prima è l’ex Tiburon) per il pessimo stato di conservazione in cui versano. Al sopralluogo era presente anche l’assessore all’urbanistica Silvia Viviani. 

Ma c'è uno sviluppo clamoroso: un esposto al Comune, alla Soprintendenza e alla Corte dei conti.

Gli architetti vorrebbero capire e dare un contributo su futuri progetti per la zona a mare "perché non è ancora chiaro cosa intenda fare l’amministrazione". Si sono fatti avanti allo stesso scopo - non invitati - alcuni cittadini del gruppo "Vivi di San Jacopo" e l’ingegner Vito Borrelli, residente nel viale Italia e tra i fondatori del Comitato residenti del viale Italia.

Borrelli ha preso l’iniziativa presentando un esposto al segretario generale del Comune, alla Soprintendenza ai beni storici di Pisa e alla Procura regionale della Corte dei conti "riguardo alla demolizione dello chalet (ex Tiburon, ndr) per uso commerciale - ha scritto - sul viale Italia, di pregio architettonico e testimoniale".

Questa opera - come tutto il complesso delle baracchine e delle piazzette sulle quali si affacciano - è stata progettata dall’architetto Toraldo di Francia "artista e designer noto e rinomato – ha sottolineato Borrelli nell’esposto – a livello internazionale". Per Borrelli "la demolizione non è supportata da scelte economiche, razionali e giuridiche. E’ contrastante con la buona pratica urbanistica e con la normativa urbanistica comunale. Né appare evidente alcun pericolo per l’incolumità delle persone". Soprattutto per questa ragione l’amministrazione ha deciso di procedere con la demolizione dello chalet ex Tiburon.

Aggiunge Borrelli: "Ai fini del rispetto delle procedure partecipative, non è stato realizzato alcun confronto con i cittadini, proprietari in ultima analisi del bene". Sul filone della mancata partecipazione si inserisce il gruppo di cittadini di Vivi San Jacopo. "Siamo impegnati a far valere il nostro diritto alla partecipazione sul futuro delle baracchine del viale Italia – hanno sottolineato i portavoce – Questo principio vale su tutte le partite aperte in città anche quella dell’ospedale nuovo". "Serve un progetto complessivo sulla riqualificazione del lungomare - conclude Vivi San Jacopo -, dalla Bellana alla Rotonda di Ardenza".

Monica Dolciotti