I proprietari delle barchette e i rappresentanti dei circoli ieri mattina sul ponte girevole del Mediceo per dire ‘no’ alla sfratto deciso dall’autorità portuale
I proprietari delle barchette e i rappresentanti dei circoli ieri mattina sul ponte girevole del Mediceo per dire ‘no’ alla sfratto deciso dall’autorità portuale

Livorno, 24 marzo 2019 - E' una vecchia norma, sulla quale si sono scontrate- perdendo- anche molte delle amministrazioni comunali del passato. Ovvero: ai livornesi togliete tutto, ma non il posto per la "barchetta". Ieri, sul ponte girevole del porto mediceo, proprio una delegazione del ‘popolo delle barchette’ ha manifestato con un sit-in e la distribuzione di un documento, contro lo sfatto dalla Darsena Nuova imposto dall’Autorità portuale.

Un tema già trattato su queste colonne, che nasce come conseguenza degli accordi per fare nel mediceo una ‘marina’.

Dopo l’annullamento del progetto di trasferire le barche del mediceo alla banchina 75 – constatato che quest’ultima serve a crociere e refiting – si è deciso di concentrarle, a scaglioni, in darsena nuova. E le barchette che già ci sono si sono viste sfrattare da una delibera firmata da Masimo Provinciali, il segretario generale dell’uthority, proprio pochi giorni prima essere sospeso per la nota vicenda in mano alla Procura.

Ieri, sul ponte girevole del mediceo, era a manifestare contro lo sfratto anche Barbara La Comba, candidata sindaco per la lista civica ‘Livorno insieme’. Con lei presidenti dei circolini della darsena e molti anziani. Nel documento, che è stato inviato sia al sindaco Filippo Nogarin sia al commissario governativo della Port Authority, ammiraglio Pietro Verna, si chiede di non penalizzare circolini e barchette della darsena, ma anche di rivedere la politica dell’Authority sulla portualità, sbloccando finalmente la gara per i bacini di carenaggio, impostando una “seria pianificazione” delle concesioni, riattivando quell’osservatorio regionale sul porto per la sicurezza che non ha dato risultati evidenti, concludendo la privatizzazione della gestione della Porto 2000 dandole la piena opewratività, e affrontando infine anche il problema dell’inquinamento da navi della città vicina al porto.

A.F.