Biodigestore anaerobico, accordo Asa-Retiambiente: sì del consiglio comunale

Hanno votato contro le opposizioni. I 5 Stelle temono "ricorsi al Tar". Per la Lega "il Comune ha fallito sull’economia circolare dei rifiuti"

L’assessore Gianfranco Simoncini ha illustrato l’accordo
L’assessore Gianfranco Simoncini ha illustrato l’accordo

Livorno, 31 gennaio 2024 – Dopo il passaggio nella commissione congiunta del 23 gennaio, ieri in consiglio comunale è stata approvata con i voti della maggioranza la proposta di deliberazione consiliare relativa allo schema di accordo istituzionale e collaborazione per l’individuazione di Retiambiente spa (di cui fa parte Aamps) quale fornitore stabile di Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano) per l’impianto di co-digestione. Tale impianto è in corso di realizzazione per iniziativa di Asa spa con i fondi del Pnrr (per il progetto hub Livorno fanghi-forsu-biometano-upgrading della stabilizzazione anaerobica). L’impianto costerà 17,3 milioni di euro dei quali 10 milioni Asa li ha ottenuti dai fondi Pnrr e 7,3 milioni sono sue risorse. Dovrà essere operativo nel 2026. Oltre al Forsu nell’impianto saranno trattati anche i fanghi della depurazione delle acque allo scopo di produrre bio-metano (930mila metri cubi l’anno). Hanno votato contro i consiglieri di opposizione Perini (gruppo misto-FdI), Ghiozzi (Lega), Sorgente, Vecce e Grassi (5 Stelle), Barale e Panciatici (Buongiuorno Livorno), Trotta (Potere al Popolo), Vaccaro (Gruppo Misto(, Romiti (Gruppo Misto), 1 astenuto Pietro Caruso (Presidente del Consiglio Comunale). La maggioranza ha votato compatta a favore. I dubbi delle opposizioni sono stati illustrati da Stella Sorgente per il Movimento 5 Stelle: " L’intenzione di individuare Retiambiente-Aamps quale partner di Asa per il digestore anaerobico quale fornitore diretto della Frazione organica del rifiuto solido urbano da trattare e smaltire, potrebbe innescare contenziosi al Tar da parte dei privati esclusi. Tra questi potrebbero avanzare rivendicazioni le aziende della Lombardia alle quali oggi Aamps si rivolge per lo smaltimento di tali rifiuti". Carlo Ghiozzi per la Lega ha invece sottolineato quello che lui definisce "il fallimento evidente di questa amministrazione per le sue decisioni che riguardano l’economica circolare dei rifiuti a causa della mancata realizzazione della terza linea del termovalorizzatore del Picchianti, che ha mandato in malora. Temiamo che sarà altrettanto fallimentare la gestione del biodigestore".

Le altre opposizioni hanno adombrato il rischio che "aumenti per famiglie e imprerse il costo della Tari". Ma già nella commissione congiunta del 23 gennaio il direttore di Ait (Autorità idrica Toscana) Alessandro Mazzei, aveva assicurato che "l’attività del biodigestore potrebbero incidere in modo virtuoso sulle tariffe dell’acqua e del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, perché i fanghi della depurazione dell’acqua e la frazione organica dei rifiuti non saranno più trattati in Lombardia". L’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini ha sottolineato: "Con l’ingresso di Aamps in Retiambiente il meccanismo di calcolo della Tari è comune per tutti i territori che ne fanno parte. Da due anni infatti a Livorno la Tari non è cresciuta. Così avverrà con il biodigestore".