Dario Nadimi (Novi)
Dario Nadimi (Novi)

Livorno, 16 febbraio 2019 - Dimenticate per un attimo – o almeno, provate – quel gesto quotidiano che come un rito tutto italiano si ripete di fronte alla pentola dell’acqua bollente. Al posto di salare ‘a occhio’ la pasta, adesso c’è uno spray, anzi "un condimento sapido, frutto di un lavoro di ricerca anche nel campo della salute".

A spiegare questa invenzione chiamata ‘SaleSì’ (all’estero ‘SaltSì’), rigorosamente brevettata e livornese, pronta a sbarcare alla fiera internazionale del cibo di Dubai al via domani – Gulfood 2019 – è Dario Nadimi titolare della ditta Rohan con sede al Picchianti che da sempre si occupa di cura della salute e del naturale. «La popolazione invecchia, ci sono patologie della terza età che fanno lievitare i costi per il sistema sanitario e possono diventare invalidanti – spiega Nadimi – Dal diabete all’ipertensione e l’infarto, per le quali l’alimentaizione ha un ruolo centrale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute indicano che il limite giornaliero di sale dovrebbe essere 5 grammi. Ma il 90% degli uomini ne consuma in media tre volte tanti, mentre l’80% delle donna il doppio. Così ho iniziato il lavoro di ricerca nel 2015 con il Cnr di Bologna nell’ambito del progetto europeo ‘Eat well for a wealthy third age’, mirato proprio allo studio delle problematiche legate ad alimenti come il sale che può aumentare l’incidenza di ad esempio degli infarti». Ma anche solo suggerire agli italiani di tagliare il consumo di sale non era cosa da poco.

"Tutti sanno che questo consumo andrebbe moderato, l’impatto sociale è elevatissimo – continua Nadimi – Aveva fatto, in contemporanea a quella del Cnr, uno studio sul contenuto di oleuropeina nell’ulivo. Perché si dice, giustamente, che nel frutto sta il cibo ma nella foglia c’è la medicina. Queste foglie, che altrimenti scartiamo, contengono una quantità elevata di polifenoli e tra questi uno in particolare: l’oleouropeina, che ha la spiccata capacità di moderare la pressione sanguigna. Un’azione dolce, naturale".

Da qui l’idea di Nadimi. "Utilizzare una nuova tecnologia applicata la sale e unirla ai benefici della foglia dell’olivo. Così ho inventato e brevettato, tre anni fa in Italia e poi in tutto il mondo, un’alternativa naturale al sale. Dove la materia prima sono le foglie di olivo, la seconda è l’Halite ovvero un minerale che si è creato in Italia 6 milioni di anni fa e che rispetto al sale marino non ha i problemi delle microplastiche. Le cave si trovano in Sicilia, collaboro con la più grande impresa del sale italiana".

Ma non chiamatelo sale liquido. «Si tratta di un condimento sapido, inventato e prodotto interamente a Livorno con un tocco di Bolgheri per quanto riguarda gli olivi – aggiunge – Quando il Cnr testò il prototipo, emerse che aveva una sapidità cinque volte superiore rispetto al sale normale: quindi ne basta molto, molto meno. E in questo modo riusciamo a ridurre il consumo e i rischi per la salute, senza perdere il gusto e il sapore".

Un progetto pronto, dicevamo, a sbarcare a Dubai al Gulfood 2019 e che è stato già presentato lo scorso anno al ‘Summer fancy food’ di New York e come eccellenza locale dalla Regione Toscana alla fiera Cibus di Parma. "Il prodotto è spray senza gas, biologico, certificato vegan, Kosher e a breve anche Halal: sarà disponibile a marzo in molti supermercati italiani. In occasione della fiera la Italkali SpA, marchio Sale di Sicilia, la principale azienda italiana produttrice di sale, ha confermato l’interesse per la mia invenzione e firmato un accordo per la distribuzione in tutti i supermercati italiani".