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16 feb 2022

E’ nato Niccolò, la mamma ha il Covid

Portoferraio, la soddisfazione dei medici dell’ospedale elbano che hanno gestito questo parto complesso

ll piccolo Niccolò con mamma Caterina e papà Francesco poche ore dopo il parto
ll piccolo Niccolò con mamma Caterina e papà Francesco poche ore dopo il parto
ll piccolo Niccolò con mamma Caterina e papà Francesco poche ore dopo il parto

Si chiama Niccolò. È il primo bambino nato ieri all’Elba, da mamma positiva al covid. Ad accoglierlo all’ospedale di Portoferraio, uno staff composto dai ginecologi Giovanni Gallo ed Edi Landucci, le ostetriche Federica Cetica e Francesca Morlando, la pediatra Simona Carcione e l’infermiera Cristina Pagnini. "Si tratta di un evento doppiamente felice – ha spiegato Luigi Genghi, direttore del presidio ospedaliero di Portoferraio – perché ci permette non solo di festeggiare la nascita di una nuova vita, ma anche perché giunge al termine di un percorso di gestione di una mamma con una condizione sicuramente complessa. Nonostante il presidio di Portoferraio sia un ospedale che non effettua la degenza di pazienti covid positivi, in quanto classificato ‘Covid Free’, è stato creato un percorso pensato per questo tipo di gestanti che garantisca la sicurezza non solo a loro, ma anche del nascituro, degli operatori sanitari e di eventuali altre partorienti presenti in reparto. Tutta l’esperienza acquisita in questi due anni di pandemia ci ha fornito la tranquillità di poter gestire in sicurezza il parto di una donna che, nel caso specifico, avendo ormai rotto le acque non poteva essere centralizzata, e la degenza di gravide fisiologiche positive al covid purché asintomatiche". "Punto di forza del nostro reparto materno infantile – ha evidenziato Genghi – è nascere in sicurezza. Questo aspetto è stato implementato grazie ai vari progetti avviati ormai da più di cinque anni per quanto riguarda la gestione della gravidanza e dei neonati. Da noi vengono seguite tutte le gravidanze e neonati cosiddetti "fisiologici", solamente i casi non ordinari o che si suppone possano aver bisogno di cure di alta intensità sono inviati ai centri di riferimento regionali esattamente come avviene per qualsiasi altro punto nascita di primo livello sulla terra ferma. Contrarre il covid-19 nei giorni che precedono il ...

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