“Fanghi e rifiuti organici sono utili per tagliare le tariffe”

Livorno: le assicurazioni di Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità idrica toscana nella commissione congiunta in Comune per l’accordo con Retiambiente

Il direttore dell’autorità idrica toscana Alessandro Mazzei
Il direttore dell’autorità idrica toscana Alessandro Mazzei

Livorno, 24 gennaio 2024 – I fanghi della depurazione delle acque e la frazione organica dei rifiuti, se trattati insieme nello stesso impianto, che sta andando a realizzare Asa con fondi del Pnrr, posso trasformarsi in ’oro’ per Livorno.

Ovvero: possono produrre bio-metano (930mila metri cubi l’anno) e potrebbero incidere in modo virtuoso sulle tariffe dell’acqua e del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, perché oggi sia i fanghi della depurazione, sia la frazione organica dei rifiuti vengono smaltiti in impianti della Lombardia.

I vantaggi sulle tariffa dell’acqua e sulla Tari li ha sottolineati ieri il direttore di Ait (Autorità idrica Toscana) Alessandro Mazzei, rispondendo alla domanda di Costanza Vaccaro (gruppo misto), durante la seduta congiunta della II commissione consiliare del Comune (bilancio e patrimonio) e della VI commissione consiliare (vivibilità urbana) a Palazzo Civico.

Qui infatti è stata discussa e votata la proposta di deliberazione consiliare che riguarda lo schema di accordo istituzionale e di collaborazione, per l’individuazione di Retiambiente spa (di cui fa parte Aamps) quale fornitore stabile di Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano) per l’impianto di co-digestione. Tale impianto è in corso di realizzazione per iniziativa di Asa spa, con i fondi del Pnrr (per il progetto hub Livorno fanghi-forsu-biometano-upgrading della stabilizzazione anaerobica).

A favore si sono espressi consiglieri di maggioranza, ha votato contro Carlo Ghiozzi della Lega. I restanti consiglieri di opposizione si sono riservati di votare in consiglio comunale.

Detta così sembra poco comprensibile, ma sempre Mazzei ha spiegato che "l’accordo istituzionale che stiamo discutendo (ieri, ndr) servirà per il progetto innovativo del co-digestore anaerobico di Asa, che servirà per chiudere il ciclo del trattamento e smaltimento dei residui della depurazione delle acque, a cui si può unire la frazione organica (Forsu) dei rifiuti, coinvolgendo Retiambiente al fianco di Asa".

Raffaele Alessandri direttore di Aamps ha assicurato: "Aamps garantirà 14mila tonnellate di frazione organica l’anno per l’hub Livorno fanghi-forsu-biometano-upgrading , pur puntando alla riduzione della frazione organica".

L’ingegnere Michele Del Corso di Asa ha precisato: "Con il nuovo impianto di co-digestione (che sarà operativo nel 2026) produrremo biogas composto al 60% da metano e al 40% da vapore acqueo e CO2, che servirà a rendere l’impianto autosufficiente sul piano energetico. Ma contiamo anche di produrre bio-metano (930mila mc. l’anno) con cui potremmo beneficiare di contributi pubblici e alimentare almeno 500 auto di media cilindrata, tra cui i mezzi di Asa e Aamps-Retiambiente, e altre utenze". Costo dell’impianto "17.3 milioni – ha ricordato Del Corso – di cui 10 milioni da fondi Pnrr e 7,3 milioni di Asa".

di Monica Dolciotti