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20 apr 2022

’Gorgona Academy’, laboratorio di idee

Il progetto prevede l’inserimento dei detenuti in percorsi lavorativi. Firmati gli accordi con le associazioni

Detenuti a lavoro in Gorgona
Detenuti a lavoro in Gorgona
Detenuti a lavoro in Gorgona

“Gorgona Academy”: due protocolli per valorizzare la Gorgona sono stati firmati i protocolli d’intesa “Gorgona Academy” e “Gorgona Academy - Settore Edile” tra il Comune di Livorno, il Garante dei Detenuti, la Casa Circondariale, l’Anpal, l’Ente Scuola Edile, Ance Toscana e le associazioni di categoria. Il sindaco Salvetti, sottolineando l’importanza di valorizzare l’inclusione sociale per le persone che si trovano in stato di restrizione della libertà personale, ha presentato i due protocolli, che puntano a raggiungere questo risultato attraverso l’inserimento di detenuti nella filiera dell’edilizia ed affini, nel settore della ristorazione, dell’accoglienza e del turismo. Per raggiungere questo obiettivo è prevista la costituzione di una Academy sull’isola di Gorgona, con progetti formativi altamente qualificanti e in linea con lo sviluppo sostenibile, in cui saranno previsti periodicamente anche step di controllo. "Il progetto – ha continuato il sindaco – rientra in un quadro più ampio di riqualificazione di un’isola che consideriamo a tutti gli effetti come un quartiere di Livorno, pertanto sono molti i progetti in corso, tra cui da ultimo il finanziamento avviato con l’Amministrazione penitenziaria e Asa per rendere autonoma l’isola nella gestione delle acque reflue per l’agricoltura. Vogliamo fare molto per quest’isola, e anche stavolta lo facciamo con l’aiuto della Casa Circondariale".

"L’obiettivo – sostiene l’assessore al Lavoro e alla Formazione del Comune di Livorno Gianfranco Simoncini – è quello del reinserimento nel mercato lavorativo dopo la pena. E l’isola di Gorgona su questo offre molte possibilità di recupero". L’assessore Simoncini ha sottolineato poi l’importanza della collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, una sinergia che ha come fine l’inserimento del progetto in una prospettiva di lungo periodo. Carlo Mazzerbo, che è stato direttore della Casa di reclusione di Gorgona dal 1989, vede nei protocolli "un tassello prezioso di un modo di cambiare la gestione della Gorgona che è iniziato anni fa, con grandi potenzialità. C’è l’esigenza di adeguarsi all’evoluzione delle tecniche, della produzione e delle competenze e soprattutto non è possibile gestire una struttura del genere senza lavorare in sinergia col territorio. Gorgona oggi, anche grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale e dell’Amministrazione penitenziaria, è un laboratorio dove la sua piccola comunità riesce a fare rete, e così tutti hanno parte nel recupero. È importante dare ai detenuti un insieme di valori e competenze per reinserirli nella società, e questi protocolli difendono l’isola e la aprono, anche fisicamente: alle scuole e agli studenti che vengono spesso a visitarla".

I due protocolli secondo Marco Solimano, Garante dei diritti dei detenuti "oltre a segnare una fase nuova nella gestione della Gorgona e ad avvicinarla alla città, danno piena attuazione all’articolo 27 della nostra Costituzione, dove viene indicato il fine rieducativo dei condannati". Grande soddisfazione e la vicinanza della Regione è stata espressa dall’assessora alla Formazione Alessandra Nardini, che ha parlato di "protocolli di civiltà ed inclusione che danno ai detenuti una prospettiva, coinvolgendo anche le parti sociali e il territorio". I protocolli sono stati firmati come promotori anche dai rappresentanti di Anpal, Ance Toscana, Cna Livorno, Confartigianato Imprese Livorno, Confcommercio Livorno, Confesercenti Livorno e Legacoop Toscana.

Simone Bacci

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