L'isola di Montecristo
L'isola di Montecristo

Isola di Montecristo (Livorno), 10 febbraio 2019 -  Il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano allarga le maglie delle visite alle ‘isole in gabbia’, Montecristo e Gorgona. Ma stringe anche i controlli sul patrimonio subacqueo, puntando sulla Capraia, da sempre paradiso dei sub. Compresi quelli dediti al saccheggio dei fondali e allo sterminio delle cernie. Montecristo, l’antico Mons Jovi dei romani ed eremo storico fino ai massacri dei pirati saraceni, dal mese prossimo sarà più aperto alle visite guidate.

L’ente parco, che ne ha ereditato la gestione dalla forestale confluita nel corpo dei carabinieri, ha deciso di consentire quest’anno fino a duemila ingressi, il doppio del passato. Le prenotazioni vengono accettate on line da lunedi 11. Ci saranno 22 giornate aperte ai visitatori, dal 2 marzo al 15 aprile e poi dal 15 maggio al 31 ottobre, per gruppi non superiori a 15 persone. Novità assoluta, la possibilità di arrivare a Montecristo con barche private, non oltre 16 metri di lunghezza e con non più di 15 persone. Due ‘caveat’ di non poco conto: le barche pagano; e guai a fare il bagno. Avverte il Parco: «La balneazione è vietata com’è vietato il prelievo di qualsiasi materiale vegetale e di interesse geologico». Con il mare di cristallo di cala Maestra, dove le barche potranno fermarsi, vietare la balneazione sembra un po’ sadismo. Ma la difesa della natura, dicono al Parco, val bene una rinuncia. Per la Gorgona, la novità assoluta è da marzo un collegamento giornaliero diretto da Livorno, un piccolo traghetto che sarà in grado di entrare nel minuscolo porticciolo dell’isola. Sarà gestito da Toremar, società del gruppo Onorato che già gestisce le corse su Elba e Capraia, con l’intervento della Regione. Gorgona è a meno di un’ora di navigazione da Livorno, è l’unica rimasta carcere tra le isole toscane e ospita anche esperimenti di vinificazione gestiti con i detenuti. Anche qui, visite guidate su prenotazione.

Il collegamento giornaliero risolve finalmente anche il problema dell’isolamento degli agenti di polizia penitenziaria e delle loro famiglie. Più contestata la decisione per Capraia, che colpisce in particolare il diving club locale, subito critico con appelli alla Regione e al ministero dell’ambiente. L’ente parco però va dritto sulla propria strada: impone da quest’anno un ticket sulle immersioni (metà del ricavato al Comune), riduce il numero di sub per barca, fissa orari ridotti e limita le zone. Il diving di Capraia sostiene che con queste limitazioni, in particolare con ticket e zonizzazioni, vedrà dimezzare o peggio il turismo subacqueo che in bassa stagione è determinante. Per ora però non ha avuto ascolto. L’ambiente prima di tutto. Intanto all’isola d’Elba va avanti il progetto per posizionare una barriera artificiale sottomarina a 150 metri dalla battigia, nel golfo di Marina di Campo, per favorire il ripopolamento dei piccoli pesci, in grado di rappresentare anche un punto di attrazione per la fruizione turistica. Il progetto ‘Vivere il Mare’ diventa realtà.