Alcuni soci del circolo nautico e residenti del quartiere

Livorno, 8 gennaio 2018 - Un fiume nero si riversa nel fosso antistante la Dogana d’Acqua. "Accade quando piove molto e di conseguenza, con l’aumento della pressione e del carico nelle condotte, il collettore fognario, uno dei principali in città, va in tilt e scarica di tutto nel canale". Ce lo spiega Marcello Marconi, consigliere del circolo sportivo Lamarmora. Proprio dal circolo, e da alcuni cittadini della zona, oltre due anni fa furono presentati alla Procura della Repubblica un esposto e un filmato sugli sversamenti di liquami. "Ma da allora – incalza Marconi – non abbiamo più avuto notizie".

Però le acque sporche, della fognatura nera, arrivano nel fosso anche da altri punti lungo il suo percorso, fin quasi allo sbocco nel maestoso Fosso Reale, che circonda la Fortezza Nuova e attraversa la città, per gettarsi in mare tra il porto e l’ex cantiere navale. Il fosso, che bagna Scali della Dogana d’Acqua e Scali delle Macine, più avanti scorre tra gli Scali del Naviglio e San Lorenzo, sfociando nel fosso Reale.

"Quando i liquami finiscono nel fosso, un fiume giallognolo, a tratti più scuro, dall’inconfondibile miasma – denunciano i soci del circolo – si fa largo tra le barche ormeggiate e dalla puzza non si respira. È scandaloso. Sono anni che lo segnaliamo, lo diciamo a tutte le autorità competenti, ma restiamo inascoltati. Perché ci siamo decisi a presentare l’esposto".

"Immaginate quale sia la situazione in queste circostanze – aggiunge Marconi – Tanto più ora che a ridosso del fosso è stata costruita la struttura destinata ad ospitare un centro di ricerca avanzata".

Siamo andati sul posto e la situazione è desolante. Non solo per la presenza del collettore, ma anche perché quello che fuoriesce è ovunque: nelle acque del canale e tra le grate delle passerelle che consentono di accedere alle barche, si trovano brandelli di carta igienica e assorbenti usati avvolti nella loro plastica. Tutta l’area tra l’ex Dogana d’Acqua e via Lamarmora è soggetta a un vasto piano di riqualificazione, ma certo tutti gli sforzi fatti, e che restano da fare perché alcuni lavori non sono stati ancora eseguiti, rischiano di essere vanificati almeno in parte per questo problema. Il fosso della Dogana d’Acqua inoltre, al di là della vicina via della Cinta Esterna, dovrà essere rimesso un collegamento con il tratto che corre a nord verso via Salvatore Orlando, per sfociare in mare lato terminal Darsena Toscana. Ora questo collegamento è sbarrato.