ROBERTO DAVIDE PAPINI
Cronaca

Livorno, 88 anni fa nasceva Armando Picchi. Il figlio Leo: “Orgogliosi di te”

Il messaggio su Instagram del primogenito del grande campione livornese

Armando Picchi con la moglie Francesca Fusco, foto postata su Instagram da Leo Picchi

Armando Picchi con la moglie Francesca Fusco, foto postata su Instagram da Leo Picchi

Livorno, 20 giugno 2023 – “Orgogliosi di te, delle nostre origini, delle persone che con fatica siamo diventati e di quanto siamo riusciti a costruire. Sempre con il tuo aiuto e la tua guida”. Nel giorno di quello che sarebbe stato l’88esimo compleanno di Armando Picchi (purtroppo prematuramente scomparso il 27 maggio 1971, a neanche 36 anni) il figlio Leo ha voluto ricordare il padre con un post su Instagram, accompagnato da una splendida foto di Armando e della moglie Francesca. Parole piene di rimpianto, ma anche di orgoglio verso l’uomo Picchi, il padre, prima ancora che per il campione livornese capitano della “Grande Inter”.

"Buon Compleanno Papà! Oggi - scrive Leo – sarebbero 88 e se fosse stato nel disegno di nostro Signore, 54 anni trascorsi insieme... È andata diversamente, abbiamo dovuto imparare a convivere con il lutto, con l'assenza, con la curiosità, con un milione di domande senza risposta, infine con il piacere della scoperta. Lenta, difficoltosa, ma costante, verso la ricostruzione del disegno della tua figura di padre, di marito, di amico e di professionista, per capire chi fossi e anche per comprendere da dove veniamo. Per me è stato un lavoro incessante di ricostruzione di un mosaico che tessera dopo tessera finalmente trova la sua forma e dà senso a quello che la vita ha riservato a ciascuno di noi”.

Il toccante messaggio d’amore del figlio a un padre perso prestissimo prosegue: “Orgogliosi di te, delle nostre origini, delle persone che con fatica siamo diventati e di quanto siamo riusciti a costruire. Sempre con il tuo aiuto e la tua guida che nei momenti più delicati era sempre lì a portata di mano sul filo di un pensiero o nel lampo di un'intuizione”.

Leo Picchi chiude cosi: “Ti saluto come ogni mattina e come ogni sera e mi congedo temporaneamente da te con l'insaziabile bisogno di stringerti forte in un abbraccio senza fine”.