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Cronaca

Migranti, la nave di Emergency ha attraccato a Livorno: 35 profughi a bordo / Video e foto

Le operazioni al porto, la “Life Support” è arrivata dopo le 7,30

Livorno, 3 maggio 2023 – La nave di Emergency Life Support con 35 migranti a bordo, soccorsi il 29 aprile nella zona Sar maltese, ha fatto il suo ingresso nella rada del porto di Livorno alle 6.50 di stamani.

Il pilota del porto è salito a bordo della nave per coadiuvare le operazioni di attracco. Operazioni che si sono concluse dopo le 8.

I 35 migranti, come spiegato ieri dalla prefettura livornese, sono tutti uomini, nessun minorenne come sembrava: sono originari per lo più del Bangladesh, due sono della Palestina e uno è siriano. Rimarranno tutti in Toscana e saranno ridistribuiti nelle diverse province.

L’approdo

La nave è stata fatta attraccare alla banchina 56 e tutte le operazioni di identificazione e i controlli sanitari vengono effettuate alla Stazione marittima. La precedenza a bordo viene data al personale sanitario dell'Usmaf insieme a quello della Croce Rossa. Nelle operazioni di sbarco, coordinate dalla prefettura di Livorno e dall’ufficio immigrazione della polizia, sono impegnati gli uomini della Capitaneria di porto e della Protezione civile regionale e comunale.

Ad attendere i migranti a terra anche il sindaco Luca Salvetti. C’è anche il consigliere regionale Francesco Gazzetti. Presenti con loro le assessore regionali Monia Monni e Serena Spinelli

(Foto Novi/IlTelegrafo)

E’ la seconda volta che la “Life Support” arriva a Livorno, la terza in tutto per le navi delle ong che hanno attraccato allo scalo labronico. I primi arrivi prima di Natale: il 22 dicembre la “Life Support” appunto (142 persone), il giorno successivo la “Sea Eye 4” (con 108 profughi).

Lo sbarco dei profughi

Le operazioni di sbarco stanno procedendo con grande attenzione: prima a bordo della nave, poi i migranti vengono trasferiti al Pma, il Posto medico avanzato, dove sono presenti medici e infermieri. 

Alle 9.05 è stato fatto scendere il primo migrante e accompagnato al Pma. Poi via via tutti gli altri, che vengono sottoposti ai controlli clinici e alle procedure per l’identificazione.

I 35 migranti erano partiti da Tobruk, nell'est della Libia. Quando sono iniziate le operazioni di soccorso, spiega Emergency, "si trovavano in mare da quasi quattro giorni, alla deriva e senza sufficienti scorte di cibo e acqua. Sono state costretti ad altri 4 giorni inutili di navigazione prima di poter sbarcare".

Erano salpati dalla Libia

"Per la Life Support è stato il primo soccorso di un'imbarcazione partita dalla Cirenaica, in una zona molto estesa e poco presidiata - spiega Albert Mayordomo, Sar Mission Coordinator della Life Support - I naufraghi erano in mezzo al nulla e si erano persi. Da Tobruk erano partite insieme due imbarcazioni, le autorità erano al corrente dei casi, ma non sono intervenute. Al contrario, il mercantile che è intervenuto per intercettare uno dei due natanti ha riportato i naufraghi in Libia, che non si può in alcun modo considerare un luogo sicuro per lo sbarco a seguito di un soccorso''.

"Finalmente i 35 naufraghi salvati nel Mediterraneo centrale sabato scorso hanno toccato terra - afferma Ahmed Echi, mediatore culturale a bordo della nave Life Support - Nei quattro giorni di navigazione che sono serviti per arrivare dal luogo del soccorso al porto di sbarco, li abbiamo visti iniziare a stare meglio. Mi ha colpito molto un ragazzo che appena salito a bordo, dopo il salvataggio, tremava ed era in stato di choc: dopo quasi quattro giorni di navigazione sul natante sovraffollato e precario con cui erano partiti pensava che non ce l'avrebbe fatta".

Ancora più tranchant l’assessora regionale Monia Monni: “Sono stati costretti a quattro giorni di navigazione in più, il che è stata francamente un'incomprensibile forma di tortura, dal momento che Livorno non è certo il porto di prima accoglienza”.

L’appello dei comitati

Intanto nelle vicinanze del porto appaiono striscioni di benvenuto, come già accadde a dicembre: “Livorno accoglie” è la scritta che compare su due teli incerati appesi a una balaustra, poi un altro striscione a cura del comitato Livorno antirazzista, “Basta sbarchi in porti lontani, welcome refugees”.

Striscione nei pressi del porto
Striscione nei pressi del porto

Striscione nei pressi del porto
Striscione nei pressi del porto

“La Life Support - spiegano dai comitati - torna a Livorno dopo alcuni mesi e di nuovo i comitati vogliono ribadire la volontà di accoglienza di persone che cercano una vita migliore. Stavolta però con una forte richiesta in più: che nelle prossime occasioni le autorità nazionali individuino porti di arrivo più vicini al luogo di salvataggio”.

Per questo motivo i comitati manifesteranno anche davanti alla Prefettura, perché, dicono, "non è accettabile trattenere in mare altri quattro giorni chi si trova in difficoltà dopo una traversata difficile e pericolosa”.

Cosa dice Emergency (video)

Il comandante della nave (video)

Il sindaco Salvetti

"Noi siamo pronti ad accogliere anche con soluzioni più strutturate dal punto di vista della facilità di approdo della nave e di sostegno ai migranti, lo abbiamo dimostrato anche stamattina”. Lo ha detto il sindaco di Livorno, Luca Salvetti.

“Le polemiche sul fatto che il flusso di migranti doveva diminuire - ha proseguito il sindaco - e invece è triplicato, sul fatto che gli sia stato fatto fare quattro giorni di navigazione in più, e poi sull'organizzazione complessiva di smistamento sul territorio, le lasciamo a altri. Certo è che il quadro di prima accoglienza è un vaso che comincia a essere colmo: serve una politica nazionale chiara, incisiva, che consenta di limitare gli arrivi dialogando con i territori di partenza e questo non è facile. E poi serve che il Paese faccia un salto di qualità proprio sul fronte delle strutture e della loro messa a norma per poter aiutare queste persone".

Sbarco terminato

Alle 10,29, con l'ultimo gruppo composto da cinque persone, è terminato a Livorno lo sbarco dei 35 migranti dalla Life Support e che sono stati accompagnati al primo piano della Stazione marittima dove è stato attrezzato il punto di prima accoglienza e di identificazione. Tra i 35 migranti non c'è il minore annunciato perché la persona che inizialmente aveva dichiarato di avere 16 anni in realtà ne ha 20.

Le reazioni (video)