Paola Nappi
Paola Nappi

Livorno, 9 gennaio 2019 - E' morta la giornalista Paola Nappivolto noto della Rai e del Tg Regionale toscano. Aveva soltanto 55 anni.

L'inviata della Rai si sentì male sul lavoro, il 13 febbraio 2012, mentre stava seguendo, all'Isola del Giglio, il dramma del naufragio della Concordia. Fece l'ultimo servizio per il Tg del primo pomeriggio e in serata fu colta da malore. Le sue condizioni apparvero subito gravi. Si riprese, ma rimase segnata dalla malattia.

"La notizia della sua scomparsa - si legge in una nota dell'Associazione stampa toscana - colpisce l'intera categoria e dimostra, qualora ce ne fosse stato bisogno, il tipo di stress e di sacrificio ai quali sono sottoposti i giornalisti in prima linea. Ast e Fnsi si stringono al babbo di Paola Nappi, il nostro collega Roberto, e a tutta la famiglia nel ricordo di una donna e di una giornalista solare, esempio di dedizione profonda al suo lavoro". Un messaggio di cordoglio è stato espresso dall segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, dal presidente dell'Ast Sandro Bennucci e da tutti i componenti degli organismi dirigenti della Federazione nazionale della Stampa e dell'Associazione Stampa Toscana, oltre che dall'Ordine dei giornalisti della Toscana.

I funerali i svolgeranno venerdì 11 gennaio alle 15 nella chiesa di Santa Lucia ad Antignano, Livorno.

IL CORDOGLIO DELLA REGIONE - "Ho conosciuto Paola Nappi nei giorni terribili della vicenda della Costa Concordia. E a lei e al suo infaticabile e prezioso lavoro che portò avanti in quelle interminabili ore sono legati alcuni dei miei ricordi più intensi". Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ,manifestando il suo cordoglio ricorda così e saluta Paola Nappi. "Proprio allora, quando da brava cronista non mollava il campo neanche per un minuto, ebbi modo di apprezzare la professionalità di Paola, la sua dedizione al lavoro e soprattutto le sue profonde doti umane che oggi mi portano a ricevere la notizia della sua scomparsa con particolare tristezza. Sono vicino al marito, ai figli e ai familiari. Mi associo al dolore dei suoi colleghi - conclude Rossi - che hanno avuto modo di condividere con lei un pezzo di vita e, mi piace chiamarlo così, di vero mestiere".