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23 giu 2022

Alluvione di Livorno, "Il cellulare di Nogarin ha squillato solo dopo le 5"

Il processo all'ex sindaco. Determinante la testimonianza del luogotenente Pironti del nucleo investigativo dei carabinieri incaricato dalla Procura

23 giu 2022
Filippo Nogarin e l’avvocato Sabrina Franzone
Filippo Nogarin e l’avvocato Sabrina Franzone
Filippo Nogarin e l’avvocato Sabrina Franzone
Filippo Nogarin e l’avvocato Sabrina Franzone

Livorno, 24 giugno 2022 - Il processo che vede come unico impitato l’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin, accusato di omicidio colposo plurimo per la morte di otto persone durante l’alluvione del 9 e 10 settembre 2017, è entrato nel vivo. La testimonianza ieri in Tribunale del luogotenente Francesco Pironti del nucleo investigativo dei carabinieri, incaricato dalla Procura della Repubblica di passare al setaccio i tabulati delle telefonate e la connesione internet dei telefoni di Nogarin, ha confermato che i telefoni di Nogarin era accesi e che c’era connessione internet. Insomma Nogarin non spense i telefoni la notte tra il 9 e il 10 settembre 2017, come gli è stato contestato solo dagli esponenti delle opposizioni politiche.

Sempre rispondendo alle domande del pm Tenerani e Carmazzi, il luogotenente Pironti ha riferito che il primo tentativo di Luca Soriani (l’unico operatore della Protezione civile comunale in servizio a Livorno la notte dell’alluvione) di contattare il sindaco Nogarin "avvenne alle 5 del mattino del 10 settembre 2017".

Però non c’è la certezza che i telefoni abbiano squillato a quell’ora, pur essendo accesi, per probabili problemi connessi al maltempo. "Tutto questo dimostrerebbe che prima delle 5 del mattino di quel tragico giorno Soriani nemmeno tentò di chiamare Nogarin – contesta il legale dell’ex sindaco Sabrina Franzone – per avvertirlo del disastro in atto. Stessa cosa Soriani la fece con Riccardo Pucciarelli, all’epoca capo della protezione civile comunale e comandante della polizia municipale".

Dunque "oggi si è capito che non è mai accaduto ciò che all’epoca aveva sostenuto Soriani – osserva l’avvocato Sabrina Franzone – ovvero che egli avrebbe chiamato Nogarin alle 4 del mattino del 10 per ben 7 volte senza ottenere risposta".

Sempre l’avvocato Franzone: "I telefoni di Nogarin erano accesi, ma non squillarono e agli atti risultano solo tre tentativi fatti da Soriani di contattare Nogarin: tutti dopo le 5 della mattina. Poi alle 7-44 fu Nogarin a chiamare Soriani che però non rispose. Riuscirono a parlarsi solo alle 7-50 del 10 settembre 2017".

Di qui l’interrogativo dell’avvocato Franzone: "Perché Soriani non mandò subito qualcuno a cercare il sindaco? È prassi farlo quando urge che il sindaco firmi un trattamento sanitario obbligatorio, figuriamoci con una alluvione in corso".

Alla prossima udienza del 12 luglio saranno ascoltati i periti della Procura: gli ingegneri Enio Paris, Pietro Prestininzi, Gabriele Savorani, Domenico Trovato e il geologo Silvano Carmignani.

Monica Dolciotti

 

 

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