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5 giu 2022

"Rigassificatore fisso, va impedito"

Il "no" secco arriva da Parodi assessore all’urbanistica: "Il progetto condiziona l’attività di molte aziende"

5 giu 2022
Giuliano Parodi
Giuliano Parodi
Giuliano Parodi
Giuliano Parodi
Giuliano Parodi
Giuliano Parodi

Un no al rigassificatore, deciso e motivato, arriva da Giuliano Parodi. L’assessore all’urbanistica con delega al porto che abbiamo interpellato per tentare di far chiarezza sulla vicenda ha spiegato la sua ferma contrarietà all’arrivo di una nave rigassifcatrice, e ha detto di no anche ad un impianto off-shore.

"Una nave rigassificatrice ormeggiata nel porto è una scelta scellerata e ancora di più lo è progettare un impianto off-shore permanente a 3,5 miglia dalla nostra Costa est, in pieno Arcipelago Toscano".

Che opere sono previste?

"Il posizionamento della nave in porto richiede opere a terra ovvero la realizzazione degli 8 km di metanodotto che permettono il collegamento stabile tra la nave Fsru e l’innesto sulla dorsale nazionale, opere che richiedono minimo 8 mesi di lavori e pertanto crollerebbe già l’assunto che la nave a Piombino serve per tamponare l’emergenza gas del prossimo inverno, visto che potrebbe essere funzionale dalla primavera 2023".

Un rigassificatore bloccherebbe la diversificazione?

"Molte realtà imprenditoriali si sono affacciate sul nostro porto alla ricerca di spazi con banchine attrezzate per sviluppare le loro attività e l’ipotesi di una nave Fsru che di fatto limita all’interno di un raggio d’azione della stessa, una serie di lavorazioni, sta pregiudicando la scelta di trasferire da parte di tali aziende, le loro lavorazioni sul nostro territorio, con un danno facilmente quantificabile in termini di diversificazione e posti di lavoro. Abbiamo poi impianti di acquacoltura che riforniscono la grande distribuzione riversando sul mercato nazionale tonnellate di pesce di alta qualità ed è impensabile che queste attività siano messe a rischio; abbiamo una nuova infrastruttura turistica in via di completamento al porto della Chiusa; attraverso gli strumenti urbanistici stiamo affinando la riconversione dell’impianto di Tor del sale verso il turistico ricettivo di qualità e pensare che ci siano investitori pronti a riversare milioni di euro su questo territorio con lo spettro di un impianto Fsru sia mobile che poi stabile diventa difficile immaginarlo".

Lei dice no anche ad un eventuale off shore fisso?

"Da impedire la progettazione e realizzazione di un off shore fisso a poche miglia dalla costa, l’ottava isola dell’Arcipelago toscano, uno sfregio".

Ma il Governo a giorni dovrebbe decidere.

"Come amministrazione e come città dobbiamo agire affinchè si argini questa ipotesi, il Governo deve comprendere che una scelta di ‘comodità’ per loro oggi può diventare un macigno per lo sviluppo di un’area che ha grandi potenzialità e che sta faticosamente uscendo dalla monocultura industriale".

Maila Papi

© Riproduzione riservata

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