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17 giu 2022

Piombino, il rigassificatore sarà in porto

La piattaforma off shore non si farà. Ecco l’esito dell’incontro a Firenze con i sindaci

17 giu 2022
maila papi
Cronaca
La banchina dove andrà il rigassificatore
La banchina dove andrà il rigassificatore
La banchina dove andrà il rigassificatore
La banchina dove andrà il rigassificatore

Piombino (Livorno), 18 giugno 2022 - Centoventi giorni di tempo per portare a termine tutte le procedure relative alle autorizzazioni e verificare se ci sono le condizioni di sicurezza necessarie. Poi la nave rigassificatrice potrà essere ormeggiata alla banchina Pim del porto di Piombino. Questa la novità emersa ieri mattina a Firenze nel vertice tra il presidente Eugenio Giani (commissario nominato dal Governo per realizzare il rigassificatore) e i sindaci di Piombino, Portoferraio e della Val di Cornia, tutti contrari al progetto.

La nave sarà a Piombino per circa due anni per superare l’emergenza gas, poi sarà spostata, forse a Livorno vicino all’impianto off shore già esistente. Giani ha chiarito anche perché la nave andrà nel porto e non al largo. "Per realizzarla al largo ci vuole più tempo. In questo caso si parla di energia che manca e dobbiamo agire velocemente con un rigassificatore che allo stato attuale arrivi ad integrarsi in tempi brevi". Il presidente ha definito la riunione "seria e con spirito costruttivo". "Se a me il Governo chiede in modo oggettivo di svolgere un incarico di commissario per una finalità di utilità nazionale così evidente, vista la necessità – ha spiegato Giani – io questo ruolo lo devo svolgere. Contemporaneamente voglio che con i sindaci e i rappresentanti del territorio ci sia un co stante contatto".

"È evidente – prosegue il presidente Giani – che vi siano anche una serie di elementi, ad esempio il fatto del circuito chiuso e aperto della nave. I tecnici della Snam ci hanno detto che da un punto di vista ecologico è meglio il circuito aperto perché non ci sono emissioni, limitandosi, il circuito aperto a captare l’acqua senza elementi inquinanti. Poi le considerazioni di carattere politico. Sotto questo aspetto mi pongo di fronte ad un realtà scettica, diffidente e contraria, ma c’è un interesse nazionale che deve essere eseguito e in questo interesse c’è anche il mio impegno ad avanzare al Governo un memorandum in cui il Governo, che chiede questo sacrificio a Piombino, garantisca allora quegli investimenti che da anni erano promessi e non sono stati fatti e che riguardano bonifica ambientale dei terreni delle Acciaierie.

Poi il ragionamento sulle rinnovabili, idrogeno, eolico, fotovoltaico, "perché – osserva Giani – l’area oggi occupata dalla acciaierie: 900 ettari per la prospettiva di un forno elettrico, in realtà bastano 150 ettari. In questo senso l’altro territorio può essere recuperato e indirizzato verso il distretto delle rinnovabili. Ecco, io dal Governo vorrei andare potendo prospettare da un lato il gassificatore per come si propone e dall’altro portare anche l’impegno che venga attuato nei prossimi anni l’interesse di un territorio che va ad avere questo gravame".

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