Porta San Marco
Porta San Marco

Livorno, 3 giugno 2021 - Quella Porta richiama le antiche gesta dei livornesi. Dopo essere stata teatro degli scontri con gli austriaci, durante invasione della Toscana del 1849, Porta San Marco viene ricordata solo il 14 maggio, per rievocare la difesa della città. Poi torna nel suo degrado con inferriate arrugginite mentre i rifiuti che si ammassano dentro i locali sono evidente segno di bivacchi e incursioni non autorizzate. Sul pratino c’è chi porta a spasso il cane, qualche bimbo in bicicletta e un gruppetto di giovani, seminascosti dai muretti, intenti in attività poco chiare. Tutto questo in piena mattinata, nel bel mezzo di residenti che fanno colazione al bar sulla piazza e massaie che aspettano l’autobus alla fermata. "Qualche giorno fa – dicono i residenti – alcuni ragazzi hanno verniciato quel muretto, era pieno di scritte. Speriamo arrivi questa riqualificazione".

Parte da qui il viaggio dell’assessore all’urbanistica Silvia Viviani che cerca di dare un nuovo volto alla città, lavorando per quartieri. Spunta allora ’Ci vediamo a Porta San Marco’ il progetto partecipato con il quale il Comune ha ottenuto 40mila euro di fondi regionali. "Voglio lavorare per quartieri, non per separarli – ha detto l’assessore all’urbanistica Silvia Viviani – ma perchè, anche durante la pandemia, abbiamo scoperto quanto siano importanti, anche in termini di servizi. Abbiamo deciso di partire da San Marco perchè da qui ci sono arrivate molte segnalazioni". La risposta arriva dalla ’street art’. Il gruppo di lavoro è già pronto e ora inizia il percorso con la raccolta della documentazione, la realizzazione di installazioni artistiche e infine la coprogettazione con i laboratori. "Sperimentiamo l’urbanistica-tattica – dice la Viviani – che permette l’uso temporaneo degli spazi". E’ così che i livornesi potranno dare nuova vita a un quartiere che ha bisogno di soluzioni. "Livorno è una città che può osare nel mondo dell’arte contemporanea – lancia la sfida l’architetto Viviani profonda conoscitrice della Toscana – le altre città capoluogo sono ormai già ben connotate, Livorno invece no ed ha grandi potenzialità anche sul fronte urbanistico". C’è grande ambizione dunque da parte della giunta per far sì che questo quartiere, simbolo di una storia che Livorno ricorda ancora con orgoglio, non diventi un ’ghetto’ di etnie, ma riesca a trovare soluzioni per rendere gli spazi più vivibili e decorosi.

Michela Berti