“Serve aumentare le ore di sosta al porto di Piombino per i pendolari elbani”

La richiesta del sindaco di Portoferraio a nome di tutti i comuni dell’isola: “Un giorno e mezzo è troppo poco”

Il porto di Piombino
Il porto di Piombino

Piombino (Livorno), 11 gennaio 2024 – Con il nuovo anno era arrivata l'amara sorpresa: soltanto 36 ore di parcheggio consentito, neanche il tempo di un fine settimana. Un'ordinanza l'Autorità Portuale di Piombino riduceva drasticamente la sosta consentita ai veicoli dei pendolari elbani nei parcheggi di Poggio Batteria a Piombino, quelli sopra La Stazione Marittima.

Adesso è arrivata la richiesta di modificare queste nuove disposizioni da parte dei sindaco di Portoferraio Angelo Zini. Il primo cittadino, a nome di tutti i comuni elbani, ha inviato all'Autorità Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, le proposte per la regolamentazione della sosta per i pendolari nel parcheggio a Poggio Batteria. In soldoni l’ordinanza del Comune di Portoferraio chiede di allungare il limite di sosta di 120 ore (cinque giorni) almeno in una seconda area alternativa alle 36 ore previste.

“Occorre fare attenzione alle articolazioni del pendolarismo legato alla nostra Isola - riporta la lettera - Unitamente a quello classico di coloro che, in special modo per esigenze lavorative, trascorrono un intero giorno e poi rientrano vi sono altre forme di pendolarismo legate a motivi diversi (studio, sport, cure sanitarie, rientro in famiglia nei fini settimana), principalmente di cittadini residenti, i quali hanno una necessità di trattenere in sosta la propria auto per più di 36 ore al fine di non essere obbligati a traghettarla più volte nella settimana. Analogamente esistono altri cittadini, non residenti, che svolgono la loro attività sull’isola per tutta la settimana e poi rientrano alle loro abitazioni nei fine settimana sul continente (diversi docenti delle scuole elbane, lavoratori di imprese non elbane che hanno assunto incarichi o commesse sull’isola magari anche da amministrazioni pubbliche, ecc.). Per tutti questi casi, e sono tanti, il limite delle 36 ore posto dall’ordinanza in questione non è idoneo a soddisfare le esigenze”.