Tumore dell'utero: all'ospedale di Cecina il primo intervento con la tecnica del linfonodo sentinella

La prima donna trattata è una signora di 85 anni. Si tratta di una tecnica innovativa

L'equipe della Ginecologia di Cecina che ha effettuato l'intervento
L'equipe della Ginecologia di Cecina che ha effettuato l'intervento

Cecina, 24 gennaio 2024 – L'obiettivo è individuare in maniera più accurata possibile, il prima possibile e con la minore invasività possibile, la presenza di eventuali metastasi correlate ad un tumore maligno dell'utero. A questo serve la nuova tecnica "del linfonodo sentinella", usata per la prima volta ieri, 23 gennaio, anche all’ospedale di Cecina.

"In altre parole si pratica una iniezione di colorante nell'utero della paziente - spiega Stefano Masoni, direttore della Uoc Ginecologia - il colorante raggiunge i linfonodi pelvici e uno speciale apparecchio ottico individua quelli interessati da una eventuale metastasi. Il chirurgo può così asportarli, risparmiando gli altri linfonodi sani. Questo si traduce in un minor rischio chirurgico e in minori effetti collaterali per la paziente. Il tutto a parità di sicurezza diagnostica, tanto che la tecnica è rientrata come metodica di elezione nei protocolli di trattamento del carcinoma dell'endometrio. Non a caso la prima donna trattata è una signora di 85 anni".

"Tecnicamente si è trattato di un intervento di isteroannessiectomia laparoscopica con prelievo dei linfonodi sentinella - specifica Masoni - reso possibile grazie alla nuova colonna per laparoscopia acquistata dalla Asl. L'ospedale di Cecina potenzia così la propria capacità di risposta alle patologie oncologiche femminili". L’intervento è stato eseguito dall’équipe del dottor Stefano Masoni, responsabile della Ginecologia di Cecina, con i colleghi ginecologi Letizia Freschi, Daniele De Lorenzo, Luca Salvati e Daria Perini, con gli anestesisti Rosa Ferlisi e Gabriele Pafundi, con l'infermiera strumentista Debora Di Rocca e con le infermiere fuoricampo Pamela Cacci e Lisa Ribecai. "La paziente sarà sottoposta ai normali controlli post-operatori – conclude Masoni – e l’esame dei linfonodi prelevati aiuterà a stabilire con maggiore precisione e appropriatezza la terapia da somministrarle”.