Covid, le vaccinazioni (Ansa)
Covid, le vaccinazioni (Ansa)

Livorno, 13 febbraio 2021 - I medici di famiglia coordinati del dottor Fabrizio Cosci della Aft2 (Aggregazione funzionale 2) sono pronti per somministrare il vaccino anti covid Pfizer ai loro pazienti ultraottantenni che andranno in ambulatorio. Questo mentre la maggior parte dei loro colleghi a Livorno stanno aspettando ancora conferme sulla struttura dove somministrare i vaccini e sulla operatività della piattaforma regionale che fornirà solo da lunedì a ciascuno di loro l’elenco degli assistiti ultraottantenni. Ne potranno selezionare solo un gruppo di sei per ogni a settimana a cui riservate un flacone che contiene 6 dosi.

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Dottor Cosci ci spiega come è possibile che lei e i suoi colleghi siate già ai blocchi di partenza?
"È presto detto: abbiamo una struttura adatta allo scopo all’interno degli spazi di cui disponiamo in Corso Mazzini 8, una sorta di ‘casa della salute’ di nostra iniziativa che fa capo alla cooperativa di servizi sanitari intitolata allo scomparso dottor Domenico Tiso".

Di questi 26 medici di base quanti si appoggiano alla struttura di Corso Mazzini?
"Sono venti i colleghi che, come me, hanno i loro ambulatori in questo centro dove possiamo usufruire dell’assistenza di quattro segretarie e quattro unità di personale infermieristico di supporto".

Come vi siete organizzati?
"Da quello che sappiamo dovremmo ricevere sei dosi di vaccino ciascuno per sei pazienti. Se tutto va bene, i vaccini dovrebbero arrivare alla farmacia dell’ospedale per tempo. Dopodiché un infermiere della Usl ci porterà le dosi in Corso Mazzini prima delle 12. Dalle 12 in poi inizieremo le vaccinazioni".  

Come procederete per contattare i pazienti?
"Li chiameremo uno ad uno, o i loro familiari, perché siano presenti per le 12 negli ambulatori di Corso Mazzini. Dunque verranno scaglionati a intervalli di un quarto d’ora l’uno dall’altro per la somministrazione del vaccino Pfizer".
Ma la scarsità delle dosi previste rischia di allungare i tempi per l’immunizzazione degli untraottantenni. Abbiamo interpellato il presidente dell’Ordine dei medici Pasquale Cognetta, nonché segretario provinciale del sindacato Fimmg. "Ci vorranno fra tre e quattro mesi perché dipende dalle dosi disponibili ogni settimana". Ci sono medici che hanno più di 200 pazienti ultraottantenni, il 10% del loro massimale. "Bisogna aumentare i ritmi della vaccinazione portando le dosi per ciascun medico fino ad almeno 18 la settimana. Così anche per quelli che hanno più di 150 ultraottantenni tra i loro assistiti. A questi ultimi ne servirebbero almeno 12 la settimana. Non contiamo i richiami dopo 21 giorni". Quale sarà usato per gli anziani da vaccinare a casa? "Per loro lo Pzifezer è inadatto per ragioni di conservazione e perché non trasportabile dopo lo scongelamento. A domicilio dovremo usare il Moderna perché trasportabile".

Monica Dolciotti