De Ferrari: “All’Isola d’Elba si prospetta una buona stagione turistica” / Video

Il presidente dell’Associazione albergatori interpreta i primi dati dell’andamento: +2% rispetto all’anno scorso

Massimo De Ferrari
Massimo De Ferrari

Portoferraio (Livorno), 10 giugno 2023 – Al 5 di giugno si è registrato all'isola d'Elba un +2% rispetto allo scorso anno con un'occupazione delle camere del 45%. È quanto ci dice l'ingegner Massimo De Ferrari, giunto al suo terzo mandato come presidente dell'Associazione albergatori e punto di riferimento per il turismo elbano.

Sono dunque positive le previsioni per questa stagione estiva appena avviata. Certo, sottolinea l'imprenditore, è prioritario tenere a bada l'inflazione ed evitare eventi internazionali sfavorevoli.

Ingegnere, ci può dire quali sono le previsioni per questa stagione 2023 entrando più nello specifico?

“Posso rispondere abbastanza dettagliatamente in quanto da 3 anni abbiamo un Centro Studi che mette insieme circa 70 attività turistiche e abbiamo i dati in tempo reale. Al 5 di giugno avevamo un venduto di +2% rispetto allo scorso anno. Le tendenze sono positive, oggi l’occupazione delle camere è del 45%, lo scorso anno a fine stagione è stata del 75%, abbiamo ancora il 30 % da fare. I dati del turismo italiano sono buoni, quindi conterei di ottenere i risultati dello scorso anno. Con la guerra l’inflazione era arrivata al 12% e adesso sta scendendo, il mercato deve assorbire questo nuovo scenario”.

Com’era l’Elba negli anni ’50?

“A quei tempi la macchia arrivava sul mare e il turismo era molto primitivo. Io ero ancora un bambino e passavo le estati con il factotum dell’hotel, mi ricordo che andavamo con l’apino a prendere l’acqua con le damigiane al Monte Capanne, il vino a Capoliveri, la verdura. L’Elba era frequentata da un turismo di rango anche se le automobili si caricano sui traghetti con le reti. Venivano già personalità e principesse con gli yacht, l’ambiente ha sempre premiato”.

Come è cambiato il modo di fare turismo oggi?

“Oggi dobbiamo stare al passo con le destinazioni nostre concorrenti in tutto il mondo e non possiamo prescindere dalla riorganizzazione e riqualificazione delle strutture. Gli anni migliori sono stati gli anni 70/80 quando c’erano i fondi della Cassa del Mezzogiorno, oggi alcune aziende hanno bisogno di riqualificazione e devono essere ristrutturate per offrire un’accoglienza sostenibile”.

Come potremmo incrementare il turismo elbano?

“Da un lato l’aereoporto è indispensabile, anche se parliamo di numeri limitati. Se la pista fosse allungata arriverebbero 50 mila passeggeri in più, ma i numeri sono di 1 milione e 200 mila arrivi all’anno e 9 milioni di presenze annue. Quasi tutti arrivano con i traghetti. Oggi il mondo va nella direzione del trasporto su rotaia, che è facile, comodo e sostenibile. Se avessimo un trenino diretto da Pisa e Firenze a Piombino in 50 minuti e un collegamento a media velocità da Roma a Genova, potremmo collegarci a bacini di utenza determinanti. A Roma ci sono milioni di turisti da tutto il mondo che si spostano nel senese e negli agriturismi toscani: messicani, canadesi, coreani, giapponesi, americani che qui non vengono. Oggi all’Elba abbiamo il 60% di turisti italiani e il 40% di stranieri: 20% tedeschi 10% di svizzeri e piccole altre percentuali”.

Valerie Pizzera