Carcere di Porto Azzurro: noci imbottite di hashish trovate dalla polizia penitenziaria

Lo rende noto il sindacato Sappe. “Importante operazione di servizio”

Il carcere di Porto Azzurro

Il carcere di Porto Azzurro

Porto azzurro (Livorno), 14 giugno 2024 – Nel carcere di Porto Azzurro ( Livorno), all'isola d'Elba, la polizia penitenziaria ha scoperto delle particolari noci imbottite di hashish, un sistema per far entrare droga nel penitenziario. Lo riferisce il sindacato Sappe parlando di «importante operazione di servizio ieri mattina» quando «durante le fasi di controllo dei pacchi destinati alla popolazione detenuta, il personale di Polizia Penitenziaria, rinveniva all'interno di uno di questi alcune noci con guscio che celavano un discreto quantitativo di hashish. Il destinatario del pacco era un giovane detenuto italiano di origini pugliesi».

Per il segretario regionale Francesco Oliviero «spesso il personale di polizia si trova di fronte a tali escamotage per l'occultamento di stupefacenti e altro materiale non consentito, ma grazie al personale formato e alle tecnologie a disposizione, è possibile sventare tali introduzioni». Oliviero esprime «un plauso ai colleghi e allo spirito di abnegazione dimostrato ancora una volta» ed evidenzia «il profondo cambiamento della struttura» di Porto Azzurro a cui vengono assegnati «detenuti con profili, a nostro modesto parere, da casa circondariale e non da reclusione. In una casa di reclusione dovrebbero essere ristretti utenti con pene detentive lunghe e sui quali poter costruire progetti rieducativi», «purtroppo assegnare soggetti con pene brevi e con reati collegati allo spaccio di stupefacenti sta snaturando le finalità dell'istituto elbano».

Donato Capece, segretario generale del Sappe, sottolinea che «il problema dell'ingresso della droga in carcere è questione ormai sempre più frequente, a causa dei tanti tossicodipendenti ristretti nelle strutture italiane. Dai dati in nostro possesso sappiamo che quasi il 30% delle persone, italiane e straniere, detenute in Italia, ossia uno su tre, ha problemi di droga. Per chiarezza va ricordato che le persone tossicodipendenti o alcoldipendenti all'interno delle carceri sono presenti per aver commesso vari tipi di reati e non per la condizione di tossicodipendenza».